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IL CASO/ Auto elettrica, qualcosa è cambiato

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La Bmw i3  La Bmw i3

Una ricerca condotta dal Center for Sustainable energy californiano sulla vendita di Nissan Leaf, Chevrolet Volt e Toyota Prius Plug-in Hybrid fa il punto sulle motivazioni degli acquirenti. Certo, c'è il risparmio economico (34%), c'è la nobile questione ambientale (38%), ma sul primo gradino del podio, per il 59% dei compratori c'è l'accesso alle zone a traffico limitato. 

I costruttori dovranno adeguarsi e investire nel settore. Dovranno impegnarsi per realizzare o far realizzare stazioni di ricarica ovunque, trovare soluzioni tecniche per allungare l'autonomia e realizzare automobili un po' meno brutte di quelle che ci sono in circolazione oggi. Poi ci vorrà un incentivo pubblico perché queste auto costano più di quelle che usano carburanti derivati dal petrolio. Cambieremo abitudini, o perlomeno il nostro modo di usare l'auto. Cambieranno le nostre case o perlomeno i nostri garage... per chi li possiede. Cambieranno le stazioni di servizio.

L'esempio da seguire è quello olandese dove, per i 22mila veicoli elettrici esistenti, sono distribuiti sul territorio ben 17mila punti di ricarica (più di 400 a ricarica rapida) e dove anche i costruttori sono incentivati da una tassazione che premia l'elettrico e penalizza il fossile (l'imposta sul valore aggiunto rimarrà del 4%, mentre per le auto a combustibile verrà innalzato progressivamente fino al 22% nel 2019). A Rotterdam in un intervento di ristrutturazione di un grande edificio in centro hanno persino creato uno spazio riservato a quattro Bmw i3 elettriche che saranno usate in car sharing da tutti i condomini.

Per vedere e abituarci a questi cambiamenti ci vorrà del tempo. Per ora ci accontenteremmo di avere della auto ibride piacevoli da vedere. Un primo passo in questa direzione lo sta facendo Bmw, che nei prossimi mesi presenterà la versione con un doppio motore della serie 2 e della serie 3. In pratica sono quelle che conosciamo con una "e" in più perché al di sotto di una certa velocità e per un certo numero di chilometri sono spinte solo dal motore elettrico. Per il guidatore non cambia poi tanto. Ma per l'aria delle città sarà la svolta. 



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COMMENTI
10/01/2016 - imprecisioni (stefano elidori)

Oddio scrivere un articolo così nel 2016 non è che può avere molte attenuanti.... Immagino sia un articolo per non addetti ai lavori e quindi volutamente impreciso però ci si chiede quanto sia concesso l'errore semplificatore. Dire che le ibride sono brutte perchè è brutta la prius, e che in autostrada vanificano i consumi o che le elettriche sono le Mitsubichi iMiev e Chevrolet Volt o e che persino la gran parte dell'energia in Italia è prodotta da petrolio fa capire l'autorità di tale articolo.... NOTA: i nomi citati fanno pensare il materiale 'sorgente' sia diciamo di 5 anni fa e di fonte americana. In Europa la situazione è molto diversa, attenzione. Non esiste un mercato mondiale per le ibride od elettriche.

 
09/01/2016 - Auto elettriche (cesare cerri)

Credo sia riduttivo accontentarsi di auto ibride "piacevoli" da vedere, quando , sia pure per una piccolissima parte del mercato iniziano ad esserci auto elettriche in grado di competere (anche sul versante dell'autonomia) con le auto a combustione interna della stessa classe: ad esempio la Tesla che è stata l'uto più venduta in Norvegia negli ultimi due anni (fonte: http://www.ilsole24ore.com/art/notizie/2014-04-03/i-record-elettrica-tesla-auto-piu-venduta-norvegia-cresciuta-500percento-wall-street-122105.shtml?uuid=ABqKq07) e che ha venduto qualche centinaio di auto anche in Italia. La rete di ricarica dei Supercharger consente attualmente di traversare l'europa da Arezzo a Setermoen con soste di mezz'ora ogni 2-300 Km per la ricarica, il tempo del caffè all'atogrill: è qualche cosa in più di un semplice utilizzo in città o per il pendolarismo.