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Dopo i 14,7 miliardi agli Usa, WV è ancora un bancomat

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ANCHE L’EUROPA SI METTE IN CODA - Vera Jourova, commissaria alla Giustizia e alla Tutela dei Consumatori, non ha, badate bene, sottolineato l’assurdità di un rimborso miliardario negli Stati Uniti, ma ha dichiarato di essere a disposizione per coordinare tutte le azioni che i singoli stati stanno facendo per eliminare le disparità con gli Usa, creando un fronte comune. La commissaria ha incontrato tutte le associazioni che l’hanno contattata. Si è parlato, naturalmente, di risarcimenti e, a spanne, se per gli Stati Uniti sono stati spesi 35 mila euro per ogni auto taroccata, in Europa, dove ne sono state vendute 8,5 milioni, si parla di quasi 300 miliardi, molto di più di quanto valga l’azienda. L’unica soluzione sarebbe la bancarotta. Per una delle aziende tra le più grandi al mondo, con oltre cento impianti produttivi in mezzo mondo e centinaia di miglia di dipendenti, un migliaio dei quali in Italia.

LA GOGNA E LA GIGLIOTTINA - E facciamo fallire un’azienda del genere, la terza per attivo al mondo, per una truffa quando un concorrente, General Motors, ha dovuto sborsare in tutto 900 milioni di euro per un blocchetto d’accensione difettoso che in 10 anni aveva ucciso 124 persone e fatto 274 feriti solo negli Stati Uniti? Allora perché non ripristinare la pena di morte per l’ex ceo, Martin Winterkorn, per tutto il consiglio d’amministrazione e per qualsiasi persona fosse a conoscenza del trucchetto e lo tenesse segreto? Saltato il principio giuridico della pena commisurata al reato allora vale tutto. Che si sappia, nessuno è morto per il software che limita le emissioni dei motori diesel Volkswagen, ma qui quella che resta di restarci secca è una mega azienda che dà da vivere, se teniamo conto anche dei concessionari e delle strutture locali, a centinaia di migliaia di famiglie su tutto il pianeta.

VENDITE IN AFFANNO - Se le batoste economiche sono importanti perché pregiudicano i bilanci, non meno significative sono le conseguenze commerciali del dieselgate. Le vendite del colosso di Wolfsburg negli Usa sono crollate del 15% e in Europa, in un mercato che spinge al rialzo le immatricolazioni, sono quasi ferme a livello dello scorso anno, con il marchio Volkswagen, il pane e burro del Gruppo tedesco, addirittura in calo. Se il gruppo tedesco non fosse fortissimo sul fronte delle immatricolazioni e delle percentuali di guadagno, con tre joint venture con altrettante aziende locali, saremmo a un passo dal disastro.



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COMMENTI
24/09/2016 - Italiani pro Volkswagen. (delfini paolo)

Grazie a Franco Oppedisano per l'interessantissimo articolo.La Volkswagen ha circa 3500 dipendenti in Italia (Lamborghini, Ducati,Italdesign Giugiaro )e tanti altri dipendenti di aziende di componenti nostrane (numerose in Piemonte )lavorano grazie a VW.Se poi aggiungiamo i numerosi nostri connazionali che lavorano nel gigantesco complesso di Wolfsburg,possiamo dedurre che l'Italia ha tutto l'interesse affinche la Volkswagen esca al più presto da questo momento difficile.