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FCA/ 2018, si riapre la "finestra" per una fusione

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Sergio Marchionne (LaPresse)  Sergio Marchionne (LaPresse)

In questo scenario bisogna avere la tecnologia sul motore elettrico e ibrido e il marchio; se i motori elettrici sono “facili” per differenziarsi occorre avere un marchio e un’auto in linea con le aspettative del cliente. Sviluppare batterie e motori è comunque impegnativo, ma in un certo senso è meno strategico, soprattutto se l’approdo di medio termine è una fusione con un partner grande almeno come Fiat. Ha molto più senso investire in un marchio e farsi riconoscere in sede di fusione la quota di mercato attuale e potenziale nell’alto di gamma piuttosto che su una tecnologia che o verrà portata in dote dal partner, e quindi investire oggi sarebbe un’inutile duplicazione, oppure che potrà essere sviluppata in un domani non troppo lontano da un gruppo con molta più scala.

Più si avvicina l’auto elettrica, più si avvicina la prossima rivoluzione per Fiat, stando attenti a non perdere potere contrattuale aspettando troppo. La finestra per un’operazione si è aperta e chiusa un anno e mezzo fa e oggi sta per riaprirsi. Per l’appuntamento decisivo, quello in cui la famiglia Agnelli si diluirà significativamente, occorre avere il titolo in grande spolvero e delle auto riuscite nei segmenti giusti. Il passaggio finale potrebbe anche essere a inizio 2018, ma per prepararsi bene si deve cominciare qualche trimestre prima. 



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