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MERCATO/ La crisi è passata, ma solo grazie agli incentivi delle case automobilistiche

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La sede di Fca a Torino  La sede di Fca a Torino

La crisi è passata? Sembrerebbe di sì, a giudicare dai dati del mercato auto di gennaio. Il 2016 è iniziato con un +17,4% rispetto al gennaio 2015. In realtà, più che di ripresa vera e propria, si tratta del risultato di strategie mirate agli acquirenti privati, che rappresentano una fetta di mercato del 66%, in crescita del 23,7% rispetto al gennaio 2015. Per Massimo Nordio, presidente dell'Unrae, l'Associazione delle Case automobilistiche estere, infatti, il merito va tutto alle case automobilistiche «che con le loro reti che, da una parte hanno consentito di iniziare il mese di gennaio con un corposo portafoglio contratti, tornato ai livelli del 2010 (circa 190.000 unità) e dall’altra, hanno incontrato il bisogno non più rimandabile di sostituzione delle auto vecchie, anche sotto la pressione emotiva dei blocchi della circolazione derivanti dai piani per il contenimento dello smog». E proprio lo smog, spiega Nordio, potrebbe dare il “la” a una vera ripresa del settore:  il Governo non può ignorare che all’attuale velocità di sostituzione ci impiegheremo molti anni a smaltire le auto vecchie. La soluzione è a portata di mano, basta guardare alla Spagna al suo 8° piano di sostegno al rinnovo del parco, mentre in Italia il programma di detraibilità di parte dei costi d’acquisto della vettura, sperimentato con evidente successo per le ristrutturazioni edilizie, giace ancora inascoltato». Forse perché dal settore arriva un contributo per le casse dello Stato di oltre 5,6 miliardi di euro: il 18% in più nel 2016 rispetto all’anno precedente. In ogni caso la sensibilità all'ambiente, se non al portafogli, c'è eccome: le auto ibride hanno incrementato la propria quota di mercato del 43%, superando ormai il 2% del totale venduto, a discapito di Gpl e metano che segnano flessioni superiori al 27%.



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