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GINEVRA 2016/ Tutto quello che (non) vedrete al Salone dell'auto

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Al Salone di Ginevra 2016 le elettriche sono protagoniste  Al Salone di Ginevra 2016 le elettriche sono protagoniste

A Ginevra, poi, non vedrete un'auto elettrica davvero adatta a essere venduta a tutti. Costi troppo alti, batterie incluse o escluse, autonomia ancora troppo limitata per poter essere considerata l'unica auto in casa. Non vedrete un'elettrica mass-market, nonostante gli sforzi di tutti i costruttori, esclusa Fca, perché non siamo ancora arrivati a trovare batterie adatte e la soluzione tecnologica giusta, industrializzarla e abbassare i prezzi. È ancora una cosa al di là da venire. Il tentativo fatto da Hyundai che presenta la stessa auto nella versione ibrida, plug in ed elettrica, dimostra che un’auto 100% a corrente per tutto è ancora un’utopia. Come  l’auto che si guida da sola. Se la vedrete a Ginevra, cercate di imprimervela bene nella testa perché sulle strada non circolerà per un bel pezzo. Tutti, o quasi, stanno lavorando su sistemi di assistenza alla guida e presentano quello che hanno fatto finora, ma si tratta di sistemi molto complicati che devono essere e sperimentati ancora a lungo. Se ne parlerà davvero tra qualche anno.

A Ginevra, poi, non vedrete niente di Lancia, il marchio dimenticato del gruppo Fca. Un peccato, perché è un marchio storico, sicuramente meno famoso di Alfa Romeo, ma che comunque ha un suo pedigree e ha, o aveva, un pubblico affezionato. La Fulvia, la Stratos: pezzi di una storia che sembra proprio finita.

L'altra cosa che non vedrete a Ginevra è il gruppo Volkswagen felice. Non vedrete Winter… (ci siamo quasi dimenticati come si scrive il nome di Martin Winterkorn, l'ex Ceo di Volkswagen). Sic transit gloria mundi. Il tedesco avrà visto una trentina di edizioni del salone ginevrino e negli ultimi dieci anni era il re, il numero uno in Europa, il più forte. Ce lo ricordiamo gironzolare tra gli stand seguito dal suo codazzo di executive del gruppo, con il medesimo piglio di un primario in corsia. Ora non ci sarà. Come non c'è un'onorevole via d'uscita per il gruppo dal pasticciaccio del dieselgate. Sono passati sei mesi e una soluzione è ancora tutta da trovare, soprattutto negli Stati Uniti.

Poi, forse vale la pena ricordarlo, non vedrete neanche quest'anno Luca Cordero di Montezemolo, un habitué che negli ultimi anni alternava la sua presenza con quella di Sergio Marchionne, un giorno a testa, per non rischiare d'incrociarsi. Dopo essersi accomodato per anni su una Ferrari, ora sembra che giri in Audi, l'auto di rappresentanza del gruppo Unicredit. Chissà come si trova.



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