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GINEVRA 2016/ Tutto quello che (non) vedrete al Salone dell'auto

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Al Salone di Ginevra 2016 le elettriche sono protagoniste  Al Salone di Ginevra 2016 le elettriche sono protagoniste

SALONE DELL'AUTO DI GINEVRA 2016 La 86esima edizione del salone dell’auto di Ginevra rischia di essere dimenticata presto o di essere ricordata come una delle ultime grandi esposizioni di auto continentali. Al prossimo appuntamento per gli appassionati e per gli addetti ai lavori, quello di Parigi a settembre, alcuni costruttori hanno già dato forfait e molti altri, dopo il successo del Ces di Las Vegas, un salone dell’elettronica, in cui molti big del settore auto hanno presentato le loro novità tecnologiche, si domandano se i saloni tradizionali abbiano ancora un senso. È ancora interessante parlare solo di auto quando tutto è connesso, o l’automobile in sé diventa come un appartamento che ognuno, a tutti i livelli, si può “arredare” come vuole? Certo, a Ginevra si vedranno delle cose e altre non si vedranno per niente.

SALONE DELL'AUTO DI GINEVRA 2016 A Ginevra vedrete una valanga di auto elettriche. Segno che in qualche modo l'industria comincia a considerarle un potenziale business e non solo un modo per abbassare la media delle emissioni globali della gamma e rispondere così ai criteri fissati dai burocrati di Bruxelles. Un’altra cosa che vedrete è una carrellata di optional incredibili: per la sicurezza, per la connettività, per l'entertainment. Piccoli e grandi marchingegni che aiutano a guidare e che dimostrano come l'elettronica non è mai stata così importante in un'auto come adesso. Accessori che, di solito, costano un botto e a cui, di solito, la maggior parte degli automobilisti rinuncia in partenza.

SALONE DELL'AUTO DI GINEVRA 2016 Poi vedrete auto più o meno tutte uguali. Tutte abbastanza riuscite che ricordano molto altre auto già uscite. Tutte ugualmente belle e tutte ugualmente già viste. Tutte più o meno liftate, botulinate, liposuzionate, come signore un po' agèe che non accettano la fine dei loro anni ruggenti. Non c'è più spazio per la fantasia in un mondo che non vuole rischiare  e si abbandona a linee che hanno già funzionato in passato. E soprattutto non c'è spazio per l’innovazione in un mondo in cui le regole per costruire un'automobile sono dettate dai burocrati di Bruxelles o di Washington.

SALONE DELL'AUTO DI GINEVRA 2016 Allora l'altezza del cofano dev’essere tra gli x e gli y centimetri da terra, i parafanghi devono avere una certa forma e non sporgere più di z cm, le portiere devono esser tagliate più o meno allo stesso modo. Un vero disastro per i designers che vogliono innovare. Se una volta, ad esempio, c’era una grande differenza tra una Renault 5 e un Maggiolino, ora le auto di Renault e di Volkswagen, o di Ford e di Fiat, e di tutti gli altri costruttori, con rare eccezioni, si differenziano per qualche particolare, magari vistoso, ma pur sempre un particolare. Qualche esempio? Non ci sarà l’Audi 80 del 1972, magari nella versione quattro inventata da Ferdinand Piech, ma ci sarà la nuova Audi Q2, che sarà molto più piccola della Q7, più piccola della Q5, appena più piccola della Q3, più grande della Q1 che ancora non esiste, ma che prima o poi faranno, e comunque avrà più o meno la stessa forma in un’operazione di progressivo rimpicciolimento che a Ingostaadt riesce così bene.

SALONE DELL'AUTO DI GINEVRA 2016 Le nuove auto saranno comunque molte: una station wagon derivata dalla Tipo, una cabrio derivata dal Land Rover Evoque, la Maserati Levante derivata dalla Jeep Gran Cherokee, la nuova Volkswagen Up che assomiglia molto alla vecchia Volkswagen Up, eccetera ed eccetera. Poi vedrete dream car come Ferrari, Porsche, Bentley, Bugatti, Lamborghini. E le nuove Giulia Alfa Romeo identiche, o quasi, alla Giulia Quadrifoglio presentata sei mesi fa. Nonostante tutti gli sforzi, però, a Ginevra non vedrete un vero rilancio di Alfa Romeo che è ancora al di là dal venire.



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