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FCA/ Magneti Marelli e i “colpi gobbi” targati Marchionne

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Sergio Marchionne (Lapresse)  Sergio Marchionne (Lapresse)
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Forse sono solo leggende. Sicuro è, invece, che in dieci anni il ceo di Fca (e di un sacco di altre aziende del gruppo) ha, prima, rimesso in linea di galleggiamento un’azienda che stavo morendo e lo ha fatto anche grazie ai soldi di un concorrente, poi, nel 2009 ha messo a segno il “colpo gobbo” di Chrysler, separato le attività dei mezzi pesanti dalle auto, portato in Borsa Ferrari nel 2015 e messo alla porta la quota che aveva in bilancio di Rcs Mediagroup pochi mesi fa.

In fatto di visione strategica finora non si può dire che ne abbia sbagliata una e, quasi sempre, ha dovuto realizzare le proprie idee avendo in tasca poco o niente. Se adesso Marchionne dovesse decidere di incassare 3 miliardi di euro per far uscire Magneti Marelli dal perimetro di Fca, qualcuno si straccerà le vesti ricordando che si tratta di un’azienda italiana nata a Milano nel 1919 (anche se ormai ha stabilimenti in cinque continenti), ma siamo certi che, con ogni probabilità, ha ragione Sergio.



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COMMENTI
05/08/2016 - Marchionne inadeguato (Giuseppe Crippa)

Se, per assurdo, dopo la sconfitta di Renzi al referendum costituzionale e le sue conseguenti dimissioni, il Presidente Mattarella incaricasse Marchionne, il PD la negherebbe con la motivazione che nel partito ci sono numerosi dirigenti, in primis la Boschi, più adeguati di lui a gestire il Paese.