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ESCLUSIVA/ Parla Mike Appel, il primo manager di Bruce Springsteen: "La nostra amicizia non è nata per caso..."

venerdì 3 dicembre 2010

A fianco di ogni grande rock star c’è sempre stato un grande manager. Senza di quel manager, la rock star con ogni buona probabilità non sarebbe mai diventata tale. Oggi non ci sono più i grandi manager, ed ecco uno dei motivi per cui non esistono neanche più le grandi rock star. Spesso e volentieri questi manager non sono stati esattamente degli stinchi di santo tanto è vero che i rapporti fra artista e suddetta persona sono finiti in aule di tribunale.

Se invece questo non succede (di andare cioè in tribunale) può succedere che l’artista venga talmente spolpato e prosciugato da finire al cimitero, mentre il manager continua ad ingrassare. E’ il caso di Elvis Presley, sfruttato fino alla morte dall’implacabile Colonello Parker. Senza il quale però Elvis probabilmente sarebbe rimasto una curiosità dei circuiti musicali di provincia del Sud degli States. Altri musicisti rock hanno dimostrato più carattere e si sono tolti di torno i loro Colonelli Parker.

Ad esempio Bob Dylan, che finì in tribunale con il suo manager Albert Grossman (senza del quale Dylan non sarebbe mai diventato la star più influente degli anni 60). Un altro personaggio che vale la pena citare: Peter Grant, il manager dei Led Zeppelin, anche se costui a onor del vero aveva ottimi rapporti con la band, tanto che picchiava a sangue chiunque cercasse di registrare senza permesso i concerti degli Zep. Erano personaggi un po’ volgari, appunto brutali, che anteponevano soldi e successo a tutto, ma che entrano però di diritto nella storia del rock tanto quasi i musicisti che hanno aiutato a portare al successo.




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