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RECENSIONE/ "Leave Your Sleep" di Natalie Merchant, viaggio nelle musiche del mondo

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In un momento storico dove la musica si consuma “a canzone”, scaricando i motivetti più in voga dalla Rete uno alla volta, e l'ultima generazione non solo non sa più cosa era un disco in vinile, ma neanche un cd, c’è chi fa il percorso al contrario. Come i granchi. È il caso Natalie Merchant, bellissima voce del gruppo americano 10,000 Maniacs (attivi negli anni Ottanta e primi Novanta,diventati famosi per aver proposto una cover unplugged di Because The Night di Patti Smith), titolare di una brillante seppur parca carriera solista (solo cinque dischi in una quindicina d’anni, l'ultimo dei quali pubblicato ben sette anni fa). Lei, senza paura alcuna, ha pubblicato in questi giorni addirittura un doppio cd, “Leave Your Sleep”, che è molto di più dei vecchi doppi ellepì di un tempo: si tratta infatti di ventisei canzoni per circa tre ore di musica.

E che canzoni. Con un’operazione che ha pochissimi paragoni nell’ormai lunga storia del rock, ha fatto una sorta di vademecum, un Bignami delle migliori musiche del mondo, partendo dalle tradizioni folk nord americane, poi quelle irlandesi, quelle ebraiche del klezmer, rivisitando la grande lezione dell’American Songbook (Gershwin, per dire un nome) e finanche quella di Tin Pan Alley, la canzone pop di fine anni Cinquanta, primi Sessanta. E poi ancora: reggae, rhythm & blues, gospel purissimo, jazz, dixieland. Una parola per definire questo disco, allora: capolavoro. In barba alle diavolerie tecnologiche, gli i-Phone, gli i-Pad, l’iTunes e compagnia bella. Non musica da ascoltare per coprire i rumori di metropolitana e traffico nella solitudine delle cuffiette, ma come un’opera di musica classica, da ascoltare come un momento di preghiera, per spingersi “oltre”. E aprirsi alla bellezza del mondo.

 

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COMMENTI
05/07/2010 - una musica dal cuore con tanti amici (Goggi Ezio)

Questo disco è semplicemente straordinario. Non so come sia potuto venire in mente alla Merchant di mettere in musica le poesie di uno stuolo di grandi autori anglosassoni, e immagino quanto debba aver letto e studiato per farlo. L'aver allegato al disco un piccolo libro con le poesie e gli autori (rilegato con copertina rigida, foto e carta lucida!) che da solo vale l'acquisto è un grande tocco di classe. Non aspettiamoci esca qualcosa del genere da noi: questa è passione pura per la musica e la letteratura, un apassione che genera un piccolo capolavoro arricchito dall'averlo realizzato insieme ai sui amici musicisti.

 
28/04/2010 - grazie (laura bianchi)

da quando leggo recensioni come queste, la mia quotidianità è più ricca. perché ogni consiglio arricchisce di sensazioni intense ogni momento libero della mia giornata. l'ultimo regalo, natalie merchant. grazie, per questi piccoli doni dall'inestimabile valore, che testimoniano come sia ancora possibile leggere ottimi articoli ed ascoltare ottima musica...

 
27/04/2010 - Merchant (Sala Sergio)

Mi basterebbe solo l'inquadratura della paletta della Taylor (la chitarra) nel video per fidarmi di quanto suggerisci. Ma la Merchant è una delle voci della musicalità femminile che preferisco. Andate a risentire My skin e anche tutti gli altri dischi. Ascoltate Vites. Ciao Paolo.