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CONSERVATORIO/ Il destino dei musicisti e la mancata riforma degli studi musicali

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Il mese scorso è stato approvato al Senato un Disegno di legge (il  DDL 1693) molto importante per i musicisti italiani. Si tratta di una norma relativa alla Riforma degli Studi musicali che, tra le altre cose, dispone l’equiparazione dei Diplomi di Conservatorio del vecchio ordinamento ai Diplomi accademici di II livello del nuovo ordinamento (lauree magistrali).

Disposizione molto importante perché, finalmente dopo 10 anni, cancella una grave ingiustizia; quella che nel lontano 2002 subirono tutti i musicisti italiani, a causa di un Decreto Legge che svilì il loro Diploma di Conservatorio, equiparandolo solo al nuovo Diploma di 1^ livello invece che a quello di 2^ livello; “il massimo” titolo accademico posseduto da ogni musicista (e che formalmente rappresentava da sempre la gloriosa cultura musicale espressa dal nostro paese ed esportata in tutto il mondo) diveniva in un sol colpo “il minimo” titolo accademico.

Naturalmente solo ai musicisti italiani è stato riservato un tale trattamento; infatti in merito alla riforma degli altri istituti Universitari, tutti i titoli accademici conseguiti ai sensi del precedente ordinamento sono stati subito equiparati ai nuovi “massimi” titoli accademici.
Infatti, se tutti gli avvocati o i medici italiani avessero subito anch’essi lo stesso trattamento riservato ai musicisti, e dunque si fossero anch’essi visti deprezzare, con un”urgente” decreto legge, la loro prestigiosa laurea ci sarebbe stata una vera e propria rivoluzione.

Sembra incredibile, ma per provare a rimediare a tale assurdità ci sono voluti dieci anni. Nell’attesa che tale Disegno di legge ottenga anche il voto favorevole nel successivo passaggio alla Camera, ritengo opportuno fare alcune considerazioni per illustrare le motivazioni che hanno dato vita ad una tale norma; per comprendere quali siano stati gli errori compiuti in quest’ultimo decennio, nel portare avanti la Riforma degli Studi musicali (…una non-Riforma).

Sono state veramente tante, troppe, le persone  (politici -in primis-, docenti di conservatorio, giornalisti, musicisti famosi ed affermati, docenti della scuola secondaria) che non hanno svolto degnamente il proprio ruolo costruttivo, propositivo, di controllo e verifica su quanto relativo alla Riforma degli Studi musicali.
Una Riforma, è il caso di ricordarlo, iniziata nel lontano 1999, con la legge di Riforma dei Conservatori (l. 508/99) e con quella che ha istituito i Corsi ad Indirizzo Musicale nella scuola secondaria (l. 124/99); una legge importantissima, che ha ricondotto tali corsi ad ordinamento, dopo una sperimentazione ventennale, inserendoli come disciplina inter pares nella scuola italiana (anche se, purtroppo, in percentuale molto ridotta e come materia facoltativa).

In tutti questi anni nessuno politico ha denunciato con la doverosa forza  quanto fosse stato ingiusto decretare improvvisamente l’ignoranza di tutti i musicisti italiani;  contro una tale assurdità non si è purtroppo neppure alzata con la necessaria forza la voce dei tanti musicisti italiani affermati e famosi in tutto il mondo; eppure anche il valore e la dignità del loro glorioso titolo accademico venivano clamorosamente calpestati; anche il loro glorioso Diploma, “il massimo” titolo  accademico, diveniva in un sol colpo inferiore a un inesistente e fantomatico nuovo “massimo” titolo accademico; un titolo che non poteva e non può essere quindi posseduto neppure dagli stessi docenti che sono chiamati a conferirlo ai propri allievi.



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COMMENTI
22/02/2012 - LA " MIA" RIFORMA DEGLI STUDI E' RIVOLUZIONARIA ! (PIETRO BLUMETTI)

Caro Vanoni, credevo di essere stato abbastanza chiaro nell'esporre la "mia" Riforma degli studi musicali; evidentemente mi sbagliavo. Proverò a fare meglio. In sintesi io parlo di: - inserimento della formazione "di base" nella scuola secondaria; attraverso l'istituzione dei Corsi ad Indirizzo Musicale, in giusta percentuale OBBLIGATORI, sia nelle "Medie" che nei Licei; - cancellazione dei Corsi Pre-accedemici dai consevatori; perchèl'unica vera rivoluzionaria novità della L. 508/99 era proprio il trasformare i Conservatori in Istituti ESCLUSIVAMENTE di livello universitario (perchè di tale livello già lo erano per dettato costituzionale); - cancellare la VERGOGNA dello SVILIMENTO IMPROVVISO del Diploma conseguito con il vecchio ordinamento; un colpo durissimo sferrato contro TUTTI i musicisti italiani e contro la dignità della Cultura musicale italiana che tale MASSIMO titolo accademico ha sempre rappresentato nel mondo intero. Il MASSIMO titolo accademico non può che essere equiparato al nuovo Massimo titolo ACCADEMICO. Cordiali saluti e grazie per la sua attenzione, Pietro Blumetti - referente Codim -

 
14/02/2012 - replica a Pietro Blumetti (Gabriele Vanoni)

Gentile Dott. Blumetti, grazie, e mi scuso del ritardo. La "miopia" di cui parlavo, esposta forse in termini esagerati (di cui mi scuso) sicuramente dettati da una specie di esasperazione dettata dalla mia esperienza all'estero, è che in questo momento tutte le giovani generazioni di musicisti, di livello o no, sono all'estero. I conservatori in questo momento stanno morendo e vivono una realtà ormai del passato, che ci piaccia o no. La mia domanda è quindi semplice: a fronte di una necessità di innovazione, e di una riforma come dice lei giustamente non attuata, come può un ritorno al "prima" essere un passo in avanti? Può espormi in breve come questo nuovo disegno di legge contribuisca alla causa? La mia paura è che tutto questo, francamente, finisca per essere frutto di una mentalità che, ci piaccia o no, DEVE cambiare. E' la stessa storia dell'altra recente polemica sui "badge". Tutti a lamentarsi, perchè ci si misura sui "risultati": d'accordissimo, ma allora perchè poi tutti si scandalizzano per i questionari di valutazione, o altri strumenti? Mi sta dicendo che la qualità dell'insegnamento è misurata dai voti agli esami, dove spesso sono frutto di antipatie o simpatie tra docenti o giù di lì? Sono quanto di più lontano dai ragionamenti (detestabili, per quanto mi riguarda) "anti-casta". Ma i conservatori sono un paradosso vivente, in questo momento, e in un modo o nell'altro bisogna uscirne. Dal suo articolo non si capisce tanto come. Grazie del suo tempo.

 
16/01/2012 - Alcune perplessità (Gabriele Vanoni)

Per quanto condivida PIENAMENTE la seconda parte dell'articolo, sulla necessità di inserire la musica nella formazione più decisamente, sono un po' stupito dalla miopia imbarazzante della prima metà: fa piacere vedere come la soluzione dei problemi sia di cancellare qualsiasi novità. A fronte di un tentativo di riforma, imperfetto quanto si vuole, che tentava di muovere un dinosauro... davvero all'italiana la soluzione e' cancellare tutto! E cominciare con cosa? con un'altra riforma, certo.. ma stavolta pero' e' quella giusta! E perche' di grazia? Gira e rigira è come le liberalizzazioni, quando si parla di toccare i privilegi maturati non se ne parla! In un sistema in cui i professori di ruolo non hanno mai il posto a rischio, quelli da difendere sono i giovani, e la riforma offriva, al di la' di una OGGETTIVA formazione lievemente migliore, un'arma in piu' ai giovani per entrare nel sistema. Se dovesse passare questa legge siamo daccapo. E la soluzione quale diventa? Ovviamente l'estero. Bene così. La riforma inoltre generava un minimo di competitivita', perche' i conservatori piu' preparati potevano contare su una liberta' di azione che i vecchi ordinamenti non offrono. Davvero a docenti liberi di offrire corsi e di parlare di cio' che sanno, oltre alle basi, preferiamo l'inamobilita' centenaria? Davvero, faccio fatica a capire quale possa essere il beneficio di una legge del genere. Poi, l'articolo parla SOLO di questo - quali sono le altre novità della riforma?

RISPOSTA:

Gent.mo sig. Vanoni ringrazio per l'attenzione mostrata. Mi permetta però di invitarla ad approfondire la complessa storia relativa alla Riforma degli Studi musicali; solo così si accorgerà di quanto il mio articolo non sia viziato da "miopia imbarazzante", e di come la "Riforma" degli Studi musicali portata avanti in questi 11 anni, sia stata in realtà proprio quella "NON-riforma" da lei temuta. Scoprirà quanto sia profondamente "gattopardesco" tutto quello che è stato spacciato per Riforma. Infatti, esattamente come prima: - la Musica resta un "sapere" riservato a pochissimi ragazzi (una UNICA sez. di liceo per città grandi come Roma viene spacciato per l'istituzione del"Liceo musicale"); - I Conservatori restano un istituto dove si insegna dalle "elementari" all' "università". Il suo giudizio relativo alla "OGGETTIVA formazione migliore" offerta ora dai Conservatori è "oggettivamente" una pura illusione (qualsiasi musicista entrando in una classe di conservatorio si accorgerebbe che la stragrande maggioranza dei ragazzi è molto meno preparata di prima). Consideri che l'intera Riforma avrebbe dovuto partire dalla fondamentale novità della L.508/99, quella che avrebbe dovuto, appunto, "riformare" i conservatori trasformandoli in istituti di livello ESCLUSIVAMENTE "universitario" (sottolineo l'esclusivamente in quanto "universitari" già lo erano per disposizione costituzionale): proprio tale "rivoluzionaria" novità è stata completamente tradita... Saluti, PB

 
09/01/2012 - Diplomi di II livello e Lauree di II livello (Sanna Gavino)

Gentilissimo Dr. Blumetti, temo che il Suo articolo contenga una grave imprecisione. Il testo licenziato al Senato lo scorso 29 Novembre prevede all'art 1, comma 1, l'equiparazione degli antichi diplomi di conservatorio alle lauree triennali di I livello, mentre l'equiparazione alle lauree biennali di II livello è - giustamente - riservata (vedi comma 2 dell'art.1) ai soggetti che hanno conseguito i diplomi di II livello. E ciò in difformità della proposta di legge, che riportava proprio quello che Lei aveva riferito nel Suo articolo. Cordiali saluti Gavino Sanna

RISPOSTA:

EQUIPARAZIONE DIPLOMA LAUREA (ART. 1, CO. 5) Attenzione! Faccio presente che è il Comma 5 dell'Articolo 1 che dispone l'equipollenza del Diploma del vecchio ordinamento con la Laurea di II livello del nuovo. Un cordiale saluto, Pietro BLumetti

 
04/01/2012 - Per Bruno (Feliciano Zacchia)

Non sono in contrasto con il suo pensiero, anzi, lo condivido. Volevo soltanto far notare però che in questi ultimi 12 anni ci si è concentrati quasi esclusivamente su problemaditche di ordine burocratico/amministrativo, e mi sembra chiaro che portare la musica in tutte le scuole di ordine e grado sia non solo opportuno, ma auspicabile per un miglioramento delle persone che formeranno la società futura, così come credo sia fondamentale portarci anche il teatro. Credo però che se non si cominciano ad affrontare le questioni del mondo musicale da un punto di vista "industria dell'arte'" non si riuscirà ad andare molto avanti. Mettendo l'accento sulle musiche moderne volevo solo far notare questo, perchè credo che anche la musica cosiddetta classica sono sicuro ne gioverebbe. Vorrei soltanto che si parlasse e si affrontasse il sistema nel suo complesso, altrimenti a volte mi sembra tutto un piccolo problema sindacale e basta.

 
03/01/2012 - MUSICA IN TUTTI I LICEI (Govinda Prem)

Come in tutti i Licei si studia Storia dell'Arte, così di dovrebbe studiare anche Stodia della Musica, visto che la Musica NON è un'arte minore.

 
02/01/2012 - per Feliciasno (bruno bertone)

comprendo le sue osservazioni, ma mi permetto di far notare che le complessità quasi mai si risolvono con un solo provvedimento. Se si dovesse attendere il provvedimento dei provvedimenti, forse non esisterà più l'umanità quando questo vedrebbe la luce. Pensi che per pochi decreti previsti dal 1999 a tutt'oggi, 12 anni, siamo ancora in attesa che ne arrivi buona parte. Certo esistono delle colpe, ma nessuno cerca di rimuovere gli ostacoli e la ragione stessa usata da qualcuno, è proprio che nel processo di riforma è bene non cambiare la squadra al lavoro, Io mi chiederei se dopo 12 anni con magri risultati e diverse negatività inserite, non invece proprio il caso di cambiare chi ha dimostrato le sue poche o molte capacità. Comunque se pensa che la riforma del sistema, che sarebbe comunque parziale per ciò che lei correttamente dice, dopo 12 anni ancora non esiste, e solo un paio di decreti sono arrivati. Se si dovesse attendere che TUTTI i decreti arrivino per la soluzione prevista dalla legge del 1999, così come inutilmente ha chiesto il CNAM, da un lato NON AVREMME quel poco che abbiamo avuto e dovremmo attendere immagino almeno una quindicina di anni ancora. Se poi si attendesse un provvedimento che ponga rimedio a ciò che lei nota, correttamente, un provvedimento omnicomprensivo, immagino che i tempi di attesa possano arrivare ad alcune centinaia di anni. Nel frattempo?

 
02/01/2012 - bene (bruno bertone)

il testo approvato dal Senato, forse è migliorabile e ognuno di noi crede di conoscere il "testo perfetto", esattamente come tutti siamo degli inascoltati ed eccellenti tecnici da bar e così via. E' evidente che la valutazione di laurea dovrebbe avvenire, come era già prescritto in più di un testo, non esplicitamente annullati (!) se in possesso di maturità. Ciononostante il DDL rimedia ad una serie di criminalità passate e pone le basi finalmente per uno svilupp (il futuro potrà esistere solo se questo DDL non viene azzoppato, a mio parere), e non a caso alcuni elementi che si sospettano da 12 anni intenti a frenare l'emanazione dei decreti che si aspettavano entro pochi mesi, sono in prima fila a combattere questo DDL che porrebbe fine alle loro volontà. In mancanza di questo DDL o in caso di suo ritardo, possiamo dire addio a tutto il sistema, saremo al mondo famosi non solo per il nostro passato, ma anche e soprattutto per il suicidio presente. Spiegare tutto sarebbe lungo e mi limito a dire che spero con tutte le mie forze che questo DDL passi alla Camera senza NESSUNA variazione che di fatto serve solo alla distruzione.

 
02/01/2012 - Mah.... (Feliciano Zacchia)

È curioso come in Italia si parli sempre di riforme e come invece nesuno sia realmente interessato a riformare. Ho trovato sia questo che gli altri articoli da lei scritti molto interessanti ma purtroppo "parziali". Parziali perchè si occupano soltanto degli insegnanti e non dei musicisti, parziali perchè si occupa del riconoscimento di un titolo di studio molto parziale che sinceramente equipararlo alla laurea di II livello senza, almeno, l'obbligo di una maturità mi sembra un po' troppo. Parziali perchè non c'è nessuna proposta, a parte quella di inserire la musica nei grandi inferiori della scuola, di riformare i programmi di insegnamento della musica, che credo siano in più antiquati del mondo. Parziali perchè non si parla mai della filiera industriale della musica, e quindi di tutte quelle professionalità, che vanno dal produttore al tecnico audio, luci, scenografi, pubblicitari, promoter, impresari ecc ecc...e quindi legare la professione del musicista a quella degli altri attori del mondo musicale. Parziali perchè non affronta la realtà della musica mondiale tralasciando il problema dell'insegnamento della musica moderna, cioè del Pop, del Rock e del R'nB, cosa che invece è affrontata in tutto il resto del mondo civile, lasciando ai titolati del conservatorio l'insegnamento di queste musiche, ma questi sono per la maggior parte incompetenti nelle suddette materie. Dopo molti anni credo sia il momento di occuparci del "mondo" musicale i toto. Non crede? Grazie

 
31/12/2011 - Quale Riforma? (Antonio Tinelli)

Che la riforma risponda a schemi squisitamente da proclamo politico e che nulla ha a che fare con la formazione e tradizione musicale riconosciuta storicamente all'Italia, è ormai ampiamente dimostrato. Pensare di tracciare parallelismi forzati e sconsiderati tra l'Università e il Conservatorio è un'altra illusione EPOCALE. Il mondo accademico musicale deve discutere e si deve confrontare sui contenuti formativi piuttosto che sulla forma del percorso. Al futuro musicista non interessa 7+3+2 oppure 3+2+3 e ancora 3+2, ma vuole una risposta chiara: per studiare musica a chi mi rivolgo? quale percorso mi garantisce la qualità? chi mi rilascia un titolo legalmente valido? ...e poi una riforma SERIA dovrebbe garantire la transizione tra i vari gradi scolastici (media-liceo-conservatorio) e prevedere un'offerta formativa capillare su tutto il territorio nazionale. La sproporzione tra SMIM, Licei Musicali e Conservatori è testimonianza di un fallimento senza precedenti!! Mi chiedo, dunque, ma di cosa stiamo parlando?

 
30/12/2011 - mah (Carlo Boni)

Sono d'accordo con la prima parte dell'articolo. Tuttavia questo scagliarsi a favore dei licei musicali e delle medie musicali mi sembra una visione troppo semplicistica del problema. Comincerò ad esporre alcune delle problematiche: Non è possibile precludere un percorso accademico musicale a persone che per esempio decidano di farlo dopo il liceo: richiedere loro di prendere lezioni private per poter accedere successivamente ad un percorso accademico sarebbe qualcosa di assolutamente impensabile per qualunque altra disciplina, perchè sì per la musica? Non si tratta di poche persone. Inoltre spesso le famiglie dietro agli studenti sono poco inclini a credere completamente in un percorso musicale per il figlio a partire dai 10 anni (età della scelta delle scuole medie). Dunque perchè pensare di chiudere i corsi pre-accademici? Chi non ci ha pensato quando aveva 10 anni a entrare nelle medie musicali deve trovare un docente privato (magari un docente di conservatorio che fa il doppio lavoro in nero, non neghiamo l'evidenza)?

 
30/12/2011 - finalmente una buona notizia (sarti beatrice)

Finalmente una buona notizia, ho conseguito il diploma di violoncello e canto quindici anni di vita per poi fammi vedere passare avanti magari un diplomato in canto che magari aveva conseguito anche un diploma di ragioneria. Adirittura ci sono persone con tre diplomi musicali che non riuscivano sicuramente a fare anche un liceo. A dire il vero avendo fatto un buon conservatorio non ho mai avuto problemi a lavorare con la musica, ma era comunque ingiusto.

 
29/12/2011 - vecchi ordinamenti (Ilaria Bellia)

mi preme segnalare che, in merito al diploma vecchio ordinamento nei conservatori di musica, vi è una differenza formativa fondamentale tra coloro che, parallelamente agli studi musicali, hanno conseguito un diploma di scuola secondaria superiore, se non addirittura una laurea presso altre strutture, e coloro che invece hanno completato il percorso di studi musicali restando con la sola "licenza media" (allora era consentito). cordiali saluti.