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RIFORMA SCUOLA/ Educazione musicale: tanto fumo, niente arrosto?

giovedì 31 marzo 2011

Caro Direttore,

                il solo fatto che sia stato emanato un Decreto Ministeriale (il D. M. 8/2011) relativo alla diffusione della "Pratica Musicale" nella scuola Primaria deve suscitare soddisfazione in tutti coloro che,  come noi,  sono da molti anni impegnati nel promuovere una valida Riforma degli Studi musicali.

Finalmente l’Indirizzo Musicale (la “nuova” disciplina relativa allo studio di uno specifico strumento musicale ricondotta ad ordinamento nella scuola con la L. 124/99) è, almeno formalmente, presente  sia nella scuola  primaria che  in quella  secondaria!  Questo è sicuramente da considerare come il più importante  risultato  della  ventennale  mobilitazione per la  diffusione degli Studi musicali nella scuola pubblica italiana.

Detto questo però, la lettura del suddetto Decreto firmato dal Ministro Gelmini non può non lasciarci anche profondamente delusi e consapevoli  di quanto ancora sia necessario mobilitarsi  e  “combattere” per ottenere quello che veramente serve per dar vita a una vera Riforma degli Studi musicali.
Infatti, ancora una volta troviamo: tanto fumo (l’ennesima  marea  di  “chiacchiere e cavilli” che in sostanza servono soprattutto a consolidare il potere di una complessa amministrazione quasi completamente “inutile”) e pochissimo arrosto (il numero di ragazzini che grazie a questa  norma  potrà  forse riuscire ad avvicinarsi allo studio di uno strumento musicale sarà, in realtà, assolutamente “irrilevante”).

Per diffondere veramente lo studio della Musica nella scuola italiana servirà altro: sarà necessaria la "reale volontà" di farlo.
Ma,  fotografando quale sia oggi l’oggettiva presenza degli Studi  musicali  nella  scuola  italiana ed il reale ruolo che questi occupano,  non si può non pensare che la suddetta volontà manchi, ancora, quasi totalmente.  Perché la Musica resta in  sostanza un “Sapere” destinato a pochissimi ragazzi privilegiati, nonostante siano ormai trascorsi oltre dieci anni dalla legge  di Riforma dei Conservatori  (la L. 508/99,  punto di partenza di una consequenziale globale ed organica Riforma degli Studi musicali).




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