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L'INTERVISTA/ Andrea Appino (Zen Circus): il menestrello che canta col ghigno...

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The Zen Circus  The Zen Circus


Soprattutto prima della maggior esposizione! (risate, nda) Ho appena festeggiato la 170° data in un anno e mezzo, l’altro ieri a Modica (RG). Non saprei far altro, primo: quindi sì, è come una vocazione. Secondo, sia io che Ufo (bassista degli Zen Circus, nda) abbiamo sempre lavorato. Fino al 2008, ho fatto anche i lavori più umili. Automaticamente, quando la musica diventa un lavoro, mi sembra naturale buttarcisi a capofitto: se mi alzo alle 7 del mattino per far qualcosa che non mi piace perché non dovrei farlo per la musica, che è la mia vita?! Quindi, più che vocazionale, è da lavoratori indefessi (risate, nda)!

Non ti capita, quando torni a casa, di patire una sorta di “intossicazione da strada”? Una specie disaudade brasiliana per la vita on the road: ti ritrovi davanti la porta di casa, con la chitarra, la borsa e…

…E ora, che faccio?! Chiaro, però sta nel gioco. Se sei un minimo “trombato” - come si dice a Pisa - per questa cosa qui, ovvero se hai un carattere - che magari poi ti si forma, non so, ma io ce l’ho sempre avuto - aperto a questo stile di vita, allora non è poi così pesante. L’unica cosa che mi pesa riguarda le relazioni locali: ho perso delle amicizie storiche perché, quelle pochissime volte che ci becchiamo, i discorsi sono vaghi, dato che ho perso il filo. Questo mi dispiace, il resto è la cosa più naturale del mondo. Anzi, dato che io a casa ci son sempre stato male perché mi riavvicina alla “malattia”, alla “morte” intesa come routine costante, l’unica condizione naturale che mi rimane per reagire è - appunto - stare in giro a suonare. Addirittura, ora che - come Zen Circus - ci fermiamo, perché siamo in un surplus d’attività, andremo in tour con Nada: ci mancherebbe altro che ti fai un’estate a casa! Quindi, 25 date con lei, poi a settembre/ottobre proveremo il tour di supporto al nuovo album degli Zen, che uscirà nello stesso periodo. E a novembre si riparte, credo con altre 180 date…

Una delle qualità che ho sempre ravvisato in te come songwriter, che ti viene riconosciuta da molti, è piuttosto rara: tu canti come se cantassi per gli altri, che si riconoscono. C’è la provincia, l’Italia del malaffare, personaggi che potrebbero venire da Agrigento, piuttosto che da Pisa oppure da Mestre: è uguale.



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