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L'INTERVISTA/ Alessandra Celletti: musica classica, ma senza vecchi steccati

mercoledì 21 settembre 2011

Sentire l’emozione che Alessandra Celletti mette in ogni sua registrazione non è cosa da contemporaneità usa-e-getta. Al contrario: si rimane impigliati nell’intensità mai ingombrante con cui questa pianista romana impasta le sue interpretazioni di Erik Satie e di Gurdjieff, di Ravel e di Philip Glass centrando la costruzione di un mondo in cui colpisce l’assenza di confini certi tra autori sacri e nomi del presente, tra pop sperimentale e pianismo del Settecento. Appassionata di Satie e Debussy, la Celletti è un animale strano nel panorama classico italiano. Diplomata a Roma ha poi approfondito tecnica e autori del Novecento con Vera Gobbi Belcredi, celebre pianista romana con cui hanno studiato molti dei più interessanti interpreti degli ultimi decenni, tra cui Arturo Stalteri, altro minimalista fuori dai canoni. Dopo anni di concerti e produzioni variegate, proprio in questi giorni la Celletti ha prodotto il suo tredicesimo lavoro, “Crazy Girl Blue”, prodotto dall’etichetta americana Transparency, un titolo a sua volta incatalogabile che sospende le sue composizioni a un firmamento di musica classica, sperimentazione e gioco, con alcuni insoliti ingredienti di contorno come gli inserti lirici di Tra una stella e l’altra o il melange di voci e rumori di Les Enfantes du Roi.

Incontrare de visu Alessandra Celletti significa entrare in un mondo insolito e verdeggiante in cui minimalismo contemporaneo e Baldassarre Galuppi, vale a dire il Settecento veneziano, non sono su opposte sponde e in cui anche la musica classica e internet dialogano e si sostengono. Gli opposti, nell’universo della Celletti, si attraggono? “Direi proprio di sì: Internet per la mia esperienza di pianista è risultato fondamentale”, mi ha confessato la pianista romana, “e pensare che all’inizio, quando ho aperto per la prima volta la mia pagina su MySpace ero perplessa, perché vedevo il web come una vetrina adatta per lo più al rock e ai giovanissimi. Invece proprio a partire da quella pagina, su cui avevo caricato alcune mie interpretazioni, mi sono arrivate le proposte artistiche più serie e quegli incontri indimenticabili che hanno dato una spinta imprevista alla mia carriera attuale”.




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