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AFTERHOURS/ "Padania", l'album della disillusione

lunedì 23 aprile 2012

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«Se un sogno si attacca come una colla all’anima
tutto diventa vero tu invece no
Puoi quasi averlo sai, puoi quasi averlo sai
tu puoi quasi averlo sai e non ricordi cos’è che vuoi
Ancora ha senso battersi contro un demone
Quando la dittatura è dentro di te».

La dissonante e crepuscolare Ci sarà una bella luce dà quasi fastidio. Sembra un collage di suoni e il testo va dietro alla linea musicale. Altri brani da segnalare sono Spreca una vita, marziale e solida, mentre la disperata poesia in Nostro anche se ci fa male, quasi solo voce e chitarra, addolcisce le coltellate ricevute con i brani precedenti:

«Con il veleno che ti ho messo in cuore
Non si sopravvive mai
Ma tu hai imparato ad amare il tuo dolore
piuttosto che non amarmi più».

Le successive: l'elettrica Giù nei tuoi occhi, marziale e decisa, Io so chi sono con in evidenza gli insoliti fiati e l'orchestrale Iceberg non lasciano molto. La conclusiva La terra promessa si scioglie di colpo porta l'album a un livello superiore. Altro brano poetico giocato sui noise e sull'incidere di un piano che rimane dentro e fa venire voglia di risentire all'infinito il brano.

«Io non so se è sbagliato o no
solo che è cambiato
il mio sguardo il mio sorriso so
che fuori non c'e' più».

La mente, per alcune scelte sia poetiche che musicali, va ad Oceano di gomma (brano di "Non è per sempre").
Viene voglia di risentirlo all'infinito. 



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