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RADIO ROCK/ Morte e Resurrezione nella Easter di Patti Smith

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Qualche anno fa. La scena è quella di uno dei più noti locali della musica di Milano. Sul palco, una delle più grandi protagoniste della musica rock di ogni epoca: la regina della Bowery, la sacerdotessa del punk, quella che coniò lo slogan "parole fuse con il potere di tre accordi di chitarra". È Patti Smith. A un certo punto del concerto sul muro dietro di lei appare una grande gigantografia di Papa Giovanni Paolo I, Papa Luciani. E gran parte del pubblico comincia a fischiare. Ovvio, siamo in Italia, dove negli anni 70 si tiravano le molotov a Lou Reed e si obbligava a scendere dal palco quelli che suonavano il blues perché musica prodotta dall'America imperialista. Patti Smith non si scompone e porta a termine Wave la sua poesia per Papa Albino: "How are you? how are you? (oh Albino)" che termina semplicemente così: "Wave to the city wave goodbye.  goodbye sir. goodbye papa". 

Adesso si calmano anche i fischi, Patti Smith ha vinto ancora una volta, lasciando che la sua dolcezza avesse la meglio di un pubblico incapace di accettare ciò che non conosce. Contenuta nel disco omonimo uscito nel 1979, il suo ultimo prima di un silenzio durato quasi dieci anni, Wave è stato solo uno dei tanti modi in cui la cantante ha espresso la sua profonda religiosità. Cantante che ha voluto tributare quel Papa il cui pontificato durò solo 33 giorni, ma che si trovava in Piazza San Pietro anche la notte che un altro Papa, Giovani Paolo II, moriva e a cui avrebbe dedicato un'altra poesia. Per tutti coloro che pensano che rock'n'roll e religiosità non coincidano, il caso di Patti Smith è emblematico.

L'anno prima di "Wave", Patti Smith aveva pubblicato un disco dal titolo emblematico, "Easter", Pasqua. Conteneva il suo più grande successo commerciale di sempre, il brano Because the Night scritto insieme a Bruce Springsteen, ma conteneva anche una poesia che diede il titolo al disco stesso, Easter. È Pasqua. Nella intensa recitazione della cantante, si mescolano immagini di semplice quotidianità. Lei e Isabella, e poi anche il marito Frederick e ancora Vitalie. Stanno camminando.
È la domenica di Pasqua.

Il cuore e la mente: Patti Smith si rivolge a Isabella perché avverte qualcosa che dal cuore va alla mente e viceversa. Qualcosa di unico e indivisibile, che non spezza l'unità dell'essere umano fatto tanto di cuore quanto di mente. Quella di Patti Smith è una meditazione, accompagnata da un ritmo musicale lento e avvolgente, una sorta di mantra, dove le tastiere occupano lo spazio principale di accompagnamento. Medita sul fatto che sta accadendo, Patti Smith. Niente di più, niente di meno. Medita sulla Pasqua, medita sulla realtà della vita come ha sempre fatto nella sua arte. Tutto è incandescente, Isabella. Tutto è compiuto, Isabella. E improvvisamente irrompe quel Qualcosa che ridà la vita alla vita: 



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