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Musica e concerti

SOUNDGARDEN/ Il grunge è ancora attuale? Cronaca di un live parigino

La reunion degli eroi del grunge, i Soundgarden di Chris Cornell vista per noi a Parigi da LORENZO RANDAZZO. Nostalgia di un'epoca finita o vere emozioni?

Chris Cornell (Infophoto)Chris Cornell (Infophoto)

Granitico e compatto, ecco come definire il muro sonoro sprigionato dai Soundgarden in occasione del tour che suggella la reunion della band di Seattle. Siamo a Parigi per assistere a una delle prime date europee. Si tratta della prima e probabilmente una delle poche serate previste con una set list completa perché non inserita in un contesto festivaliero che va tanto per la maggiore in questo periodo dell’anno. Ventidue brani e due ore abbondanti di martellamento incessante. Il luogo scelto per la serata è la tensostruttura di Le Zenith. All’ingresso del palazzetto il pubblico è accolto da una cappa di calore insostenibile. I ricordi indirizzano al Palatrussardi.

I milanesi confermeranno: un vero forno; struttura esteticamente terrificante, ma estremamente comoda da raggiungere. Location diventata nel tempo mitica dopo aver visto calcare il proprio palcoscenico dal meglio degli artisti rock degli anni Ottanta e Novanta (giusto per fare una citazione i Nirvana vi conclusero il loro ultimo tour italiano nel Febbraio del ’94 e gli stessi Soundgarden nel ‘96).  La differenza rispetto all’ex Palazzetto dello sport di Lampugnano è che Le Zenith è stato studiato per essere un’arena da concerti, pertanto non è necessario prendere la via del canestro per ritrovarsi a ridosso del palco, da ogni posto la visuale è ottima.

L’ultima apparizione della band di Seattle a Parigi risale a 16 anni fa proprio a Le Zenith. Venti milioni di dischi venduti e poi il 9 aprile del ’97 l’annuncio dello scioglimento del gruppo. Il tempo però non si è fermato per i membri della band. Chris Cornell ha preso parte al progetto Audioslave e ha avviato una carriera come solista. Matt Cameron è diventato il batterista dei Pearl Jam in pianta stabile. Ben Shepherd ha partecipato a dischi di Tommy Iommi e Mark Lanegan, ma anche a causa dei suoi problemi di tossicodipendenza ha dilapidato il suo patrimonio. Kim Thayil invece è andato a letto presto.

Inizio incendiario con Searching with My Good Eye Closed giusto per ricordare al pubblico di che pasta sono fatti. Quanto siano mancati lo si capisce dalla calorosa reazione del pubblico alle prime note della classica Spoonman. Jesus Christ Pose è un inno a cui segue Hands all over.
Ripescano Hunted Down, primo singolo pubblicato sull’EP "Screaming Life" del’87. quando il grunge era ancora una parola da inventare. Drawing Flies e poi My Wave che viene accolta con un boato. L’oscura The Day I Tried to Live è invece viva anche stasera. Per fortuna la noia e la mancanza di fiducia nel futuro che, in parte hanno caratterizzato la Generazione X, non hanno preso il sopravvento. È quindi la volta del trittico dall’ultimo album in studio "Down on the Upside" (anno ’96 e si iniziava a percepire la loro stanchezza): Pretty Noose, Burden in My Hand, Blow Up the Outside World che smorzano un po’ i toni della serata.