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MUSICA CLASSICA/ Rattalino: che fine hanno fatto i fischi a Teatro?

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Daniel Barenboim (Infophoto)  Daniel Barenboim (Infophoto)

Un silenzio assordante avvolge la musica classica. C’è molto più trambusto a Messa. Ai concerti capita sempre più raramente di incontrare entusiasmo, fastidio, perplessità, dispetto, espressi dagli ascoltatori in maniera chiara, a caldo, sul posto. Tranne che all’opera, i fischi sono spariti, i “buuu” severamente vietati, chi tossisce rischia la soffocazione, in Olanda e Germania le caramelle te le offrono già scartate all’ingresso, ogni commento è redarguito con sguardi inceneritori, i ritardatari restano fuori. Sono negate grattatine, rumorosi sonnecchiamenti, bisbigli, movimenti in genere, manifestazioni palesi di lode o di noia.

Un sospiro eccessivo, un accento battuto col mocassino, un ritmo tamburellato con le dita meritano il cartellino giallo. Tutto è disturbo, perfino gli applausi. Provate a battere le mani al termine di un movimento che non sia l’ultimo. Vi guarderanno come un mentecatto. Mica si sta registrando un cd.

Non è sempre stato così, anzi. Le esibizioni di Mozart erano costellate da «bravo», commenti, chiassosi segni di approvazione. La prima esecuzione della «Terza» di Beethoven fu ripetuta per tre volte: tre Eroiche di fila; quasi una regola anche il bis immediato dell’Allegretto della «Settima».

All’assolo di timpani dello Scherzo della «Nona» la gente scattò in piedi con un boato liberatorio, un misto di gioia e stupore, e si dovette ricominciare da capo. Spesso Liszt era costretto a suonare fortissimo per placare le ovazioni spontanee. Fino a qualche decennio fa gli spettatori reclamavano a gran voce gli autori e i bis che volevano sentire. Oggi la quiete è cosmica, altro che «4’33’’» di John Cage. All’uscita delle nostre sale concertistiche gli spettatori sfollano come dopo un rito funebre, incapaci di scrollarsi di dosso tutte quelle note.

C’è qualcuno? Sembrano chiedersi dal palco i musicisti, un po’ perplessi e imbarazzati da tanta tranquillità. Cos’è successo? Lo chiediamo a Piero Rattalino, musicologo di lungo corso.



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COMMENTI
21/06/2012 - Evviva! (Alberto Consorteria)

Bellissimo articolo! I racconti di mio nonno, emiliano, di quando andava a teatro sono spettacolari. Con tanto di battute durante l'opera rivolte agli attori