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FILARMONICA/ Nel segno di John Cage a cent'anni dalla nascita

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L'evento a Roma  L'evento a Roma

Va’, vecchio John è il titolo delle prime due giornate di lunedì 25 e martedì 26 giugno: il Centro Ricerche Musicali ha realizzato un rivoluzionario allestimento sonoro dove le piante celano gli strumenti, i diffusori di altissima tecnologia sembrano alberi, e il bosco filarmonico si trasforma in un inedito, avvolgente spazio d’ascolto, dove la musica di Cage si incontrerà con quella dei compositori del nostro tempo. La sua musica dunque, ma anche la sua danza (con il debutto di Child of tree nuova coreografia a lui dedicata da Alessandra Cristiani, artista in residence della Filarmonica) e il suo mondo, in sostanza la sua allegra arte di vivere e creare: i video, gli scacchi (con la partecipazione di scrittori, giornalisti, musicisti e volti noti dello spettacolo che sfideranno giovanissimi giocatori di scacchi), lo yoga, l’I Ching e – non potevano mancare – i funghi, di cui Cage fu appassionato e grande esperto tanto da fargli vincere 5 milioni di vecchie lire alla popolarissima trasmissione condotta da Mike Bongiorno Lascia o raddoppia? nel 1958: un menu Cage a base di funghi e altre ricette amate dal compositore statunitense sazierà il pubblico della Filarmonica nelle due serate inaugurali.

Un omaggio a uno dei più creativi e originali compositori americani del XX secolo, che la Filarmonica Romana ebbe fra l’altro l’onore di ospitare nella sua stagione in un memorabile concerto (musiche di Cage), il 5 gennaio 1959, al Ridotto del Teatro Eliseo: quella sera al pianoforte si alternarono John Cage e Luciano Berio, affiancati dalla voce della grande Cathy Berberian. La prima serata è stata affascinante anche in quanto il balletto è “itinerante”, ossia il pubblico si sposta in varie parti del bosco seguendo la danzatrice mentre vari complessi musicali (anche con strumenti, per lo più a percussione, asiatici ed africani) sono disposi in vari angoli tra le piante. Molti, anzi soprattutto, i giovani con un gruppo di anziani pieni di nostalgia di quando Cage, con le sue improvvisazioni, rappresentava una delle punte dell’avanguardia. Dopo le due giornate Cage, ancora musica contemporanea  e jazz. 



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