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ANTONIO ONORATO/ "Angelus", la strada continua...

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Angelus di Antonio Onorato  Angelus di Antonio Onorato

"Oggi più che mai, tutti noi abbiamo bisogno del nostro Angelo, lo "Spirito Guida" che è l'intangibile, entità eterea e indefinibile la cui presenza si avverte nella voce che promana dall`interiorità, dalla nostra coscienza. Lo Spirito Guida, il nostro Angelo custode è un amico a nostra completa e costante disposizione. Rappresenta un ponte tra la nostra limitatezza materiale e l'infinita libertà degli spazi spirituali, approdo naturale per coloro che hanno deciso di praticare la via della creatività. Infatti, esiste una Coscienza Superiore, portatrice di una conoscenza universale: un'intelligenza collettiva o, se vogliamo, coscienza cosmica della quale tutto è parte, noi compresi. Per me, gli Angeli sono anche coloro che sono maggiormente connessi a tutto ciò e hanno il compito di illuminare lo sguardo di chi fa più fatica a connettersi con il Tutto... Il grande popolo dei Nativi Americani dice: Mitakuye Oyasin... Siamo tutti collegati... Siamo uno".

Con queste note Antonio Onorato introduce il suo ultimo lavoro Angelus di recente pubblicato dalla Wide Sound. È una strada la  sua che molti altri musicisti hanno percorso e reso pubblica con degli evidenti e positivi ritorni artistici, basti pensare allo straordinario periodo di Carlos Santana e John McLaughlin. Si tratta di scelte  molto personali nei quali evitiamo di addentrarci e scoprire quali siano i motivi, le sofferenze che li hanno provocati. Creatività e spiritualità hanno, comunque, tantissime cose in  comune. Questa  densa interiorità  è sempre trasparsa nell’artista napoletano sin dal primo album Gaga pubblicato nel 1990. Vena compositiva, liricità, gran senso della melodia hanno sempre fatto parte integrante di uno stile personale e molto legato alla propria terra. Come Pat Metheny ha sviluppato il suo stile fondendo l’influenza country con il jazz, allo stesso modo Antonio ha saputo brillantemente fondere la parte nobile della musica napoletana con il jazz. Altro suo grande ispiratore Jimi Hendrix colui che lo ha fatto innamorare della chitarra elettrica fino alla svolta jazz dovuta all’incontro e, alla lunga frequentazione con Metheny.

Nonostante  il passare degli anni Antonio mantiene ancora inalterata la sua vena melodica oltre alla gagliarda napoletanità (simpatico il montaggio nel retro di copertina dove divertito indossa delle enormi ali). Angelus è una sorta di cerniera fra i due precedenti album Emmanuel dedicato ai nativi americani e al grande compositore Michel Colombier e Breathing nel quale Onorato rende omaggio a Miles Davis attraverso il suono sordinato della Breath guitar della quale è inarrivabile maestro.
Anche in questo disco molto interessante le parti orchestrali scritte ed arrangiate insieme a Giorgio Savarese. Il riferimento non è ovviamente Morricone ma il citato Colombier. Interessante l’uso dei campionamenti che rendono possibili parti orchestrali altrimenti antieconomiche per qualsiasi tipo di produzione. Non siamo di fronte al lavoro di Hans Zimmer che ha la possibilità di doppiare orchestra con le sue tastiere, ma il risultato, come nei precedenti lavori risulta eccellente (A Beautiful Story) e il più delle volte emoziona (Angelus).

Presente anche la breath guitar nei brani Crossover (dedicato a Miles Davis), ballad nella quale è bellamente accompagnato dalle spazzole del suo batterista storico Mario De Paola. Momenti di bel jazz, sottolineati dal piano di Ivano Leva. Bella ed evocativa Valparaiso con la synth in evidenza. Molto riuscita la riproposizione di What A Wonderful Word che non può non riportare al Metheny di Farmer’s Trust. 



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