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RADIO ROCK/ Bob Dylan, "Long and Wasted Years": come un racconto di Raymond Carver

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Foto di Paolo Brillo  Foto di Paolo Brillo

La canzone d'amore per forza di cose è univoca. C'è uno - o una, dipende dal sesso del cantante - che si rivolge a una lei o a un lui. L'altro nella maggior parte dei casi non ha voce in capitolo. Deve subire tutto quello che l'amante o ex amante ha da dire senza possibilità di repliche. Fino a quando la canzone è una tenera dedica d'amore, va anche bene: meno, quando il lui o la lei scarica invettive come se piovesse. Meglio allora definirle, come fece Leonard Cohen, canzoni di odio piuttosto che d'amore. Ma il medium è fatto così, ed è anche giusto che sia così. Bob Dylan in questo come in tutto il resto è stato maestro. Quando ha dovuto vomitare la sua rabbia non si è mai tirato indietro, massacrando la sua povera lei di turno: Sei un'idiota bambina, è una meraviglia che tu sappia ancora respirare, cantava in Idiot Wind tanto per capirci. Nel nuovo straordinario disco, "Tempest", c'è però una canzone d'amore che non è proprio di odio e neanche d'amore. E' bizzarra, è quasi un dialogo, il testo salta subito su come qualcosa di diverso dall'usuale sul tema. E' la bellissima Long and Wasted Years, una delle massime performance vocali del nostro di sempre.

 

Perché diversa? A un primo ascolto è il solito tema di un lui che si lamenta di lei, una storia agli sgoccioli. Sì, è così, ma la differenza  che i due stanno ancora insieme. Lo si capisce quando lui dice di sentirla parlare nel sonno. Due che si sono separati ovviamente non dormono più insieme. Invece qui abbiano una coppia dove l'amore è finito, che sta insieme per qualche ragione, come fanno tante coppie, specie quelle che hanno avuto una lunga relazione, fatta appunto di "long and wasted years", lunghi anni sprecati. Sembra di trovarsi dentro un racconto di Raymond Carver, quegli straordinari racconti minimali del geniale autore americano tutti dedicati alla vita di coppia. ai suoi fallimenti e alle sue speranze. In questo soliloquio del protagonista lo possiamo vedere sdraiato sul letto, una sigaretta in una mano e un bicchiere di whiskey nell'altra, con lei accanto, ma girata dall'altra parte. Lui mormora il suo disappunto, lei ascolta e a volte non ascolta, negli occhi qualche lacrima per una storia che non ha mantenuto le sue promesse.

 

Era tantissimo tempo fa, dice Dylan, quando ci volevamo bene e i nostri cuori erano veri. Perché quando si ama si è veri, onesti e sinceri: quando non ci si ama più si diventa falsi e ingannatori. Un giorno, per un breve momento, sono stato tuo. Perché l'amore dura poco, pochissimo, un giorno soltanto. Poi diventa abitudine e sopportazione, come questa coppia di cui canta Dylan. Ma è la stessa cosa per tutti e due, dice Dylan, rendendo la realtà ancora più sconsolata. Il protagonista ha perso anche la sua famiglia di provenienza: non li vede da almeno vent'anni, dice, potrebbero essere tutti morti, non è gente facile da capire. La solitudine, come unica condizione di vita: fallisce l'amore, fallisce la famiglia.



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