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CIVIL WARS/ L'intervista a Joy Williams: la guerra nei nostri cuori (quando una band finisce)

E' uscito anche in Italia il nuovo disco dei Civil Wars, duo neo folk americano. Peccato che nel frattempo la band si sia sciolta. Ma noi li abbiamo intervistati. di PAOLO VITES

I Civil Wars I Civil Wars

Non capita spesso di intervistare una band che ha appena pubblicato il suo nuovo disco e nel frattempo si è sciolta. Al sottoscritto non era mai successo, almeno. E' quello che invece è successo ai Civil Wars, un nome che visto come sono andate le cose, è tutto un programma, come si suol dire. Una guerra civile, una guerra interna che ha portato alla disintegrazione di una delle più interessanti realtà del neo-folk americano, fenomeno che in questi ultimi anni grazie al successo mondiale di gruppi come Mumford and Sons, Fleet Foxes o Avett Brothers ha riportato alla ribalta la grande tradizione musicale americana e anglo sassone. Anche i Civil Wars, benché ancora sconosciuti in Italia, hanno goduto di questo successo con il loro disco di esordio, "Barton Hollow", premiato con ben due Grammy come miglior disco folk e miglior disco country. L'omonima pubblicazione che esce in questi giorni avrebbe dunque dovuto essere la consacrazione del duo, composto dalla bella e brava Joy Willliams e da John Paul White, seconda voce e straordinario chitarrista acustico. Magari avrà successo comunque, sta di fatto che a disco non ancora uscito i due hanno annunciato pubblicamente un momento di stasi e di ritiro dalle scene: non ci saranno concerti a promuovere l'uscita e nessuno sa se i due torneranno insieme.

Una storia tormentata, che ricorda frizioni interne tra membri dello stesso gruppo, ad esempio quella dei Fleetwood Mac che in mezzo a dissapori e storie d'amore andate male producevano il loro capolavoro "Rumours". Nessuno sa il perché questa crisi: Joy e John Paul sono sposati con altre persone, ma è ovvio che le speculazioni siano dietro l'angolo. Nonostante tutto, la Williams ha accettato di promuovere il disco con interviste-verità che danno un'impronta ancor più drammatica e onesta alla musica di un gruppo che si eleva nel panorama mondiale musicale attuale. Ecco cosa ci ha detto Joy.

E' una domanda che ti hanno fatto in tantissimi, ma ovviamente non posso esimermi dal chiederti come ci si senta a promuovere un disco nuovo sapendo che la band di cui fai parte e con cui l'hai registrato non esiste più.

Già, purtroppo è così, ma sto cercando di venire a termini con questo fatto. Nonostante tutto sono così orgogliosa e felice di quanto abbiamo prodotto che non posso tirarmi fuori. Sono ovviamente anche molto triste che John Paul abbia deciso di fermare la band, sono triste che non siamo qua a fare interviste assieme per promuovere il disco, ma sono comunque felice della musica che abbiamo fatto assieme. 

Dato che è la prima volta che la vostra musica arriva in Italia, ci puoi dire qualcosa della tua vita, se prima dei Civil Wars hai fatto qualcos'altro, insomma le tue radici. 

Sia io che John Paul ancor prima che nascessero i Civil Wars siamo stati nel mondo della musica per una decina di anni. Personalmente ho cominciato molto giovane, cantando in chiesa e incidendo dischi di musica religiosa e anche scrivendo per altri artisti.

Poi l'incontro con John Paul come è avvenuto?

Frequentavamo le stesse persone nell'ambiente musicale di Nashville, anche lui scriveva per altri e aveva molti progetti. Ci siamo incontrati nel momento giusto, quando tutti e due avevamo il desiderio di fare la musica che amavamo dentro di noi. 

Cioè? Voi avete vinto un Grammy come miglior disco folk e uno come miglior disco country. Quale senti che sia la tua vera musica?