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RUBIN "HURRICANE" CARTER/ E' morto il pugile cantato da Bob Dylan: ecco la sua storia

E' scomparso a 76 anni di età per un tumore alla prostata l'ex pugile Rubin Carter, condannato e poi rimesso in libertà dopo 18 anni. A lui Bob Dylan dedicò Hurricane. di PAOLO VITES

Dylan e Rubin Carter Dylan e Rubin Carter

In quei mesi del 1976 era impossibile non ascoltarla: ogni qualvolta accendevi una radio, la canzone Hurricane di Bob Dylan usciva fuori. Anche nella provincia dell’impero come era ed è ancora oggi l’Italia, così lontana negli anni 70 dal mondo dello spettacolo, della musica e della politica americana, Stati Uniti, il cuore invece dell’impero. In quei giorni Internet era neppure un sogno nella testa di qualche scienziato, eppure la forza di quella canzone fu così devastante che bucò ogni barriera, diventando un singolo di successo planetario. Fu un impatto multi mediatico e multi culturale. Addirittura si ballava nelle prime discoteche, agli albori della disco music che sarebbe esplosa poco dopo con i Bee Gees, per quel suo ritmo incalzante e arrembante. Sbucò anche in televisione, dove Bob Dylan negli ultimi mesi del 1975 si era recato per partecipare a un programma in tributo al discografico che aveva scoperto anni prima lui e tanti altri, ad esempio Bruce Springsteen, John Hammond, e l’aveva cantata in anteprima.

Quella serata venne trasmessa anche alla televisione italiana nei primi mesi del 1976 e per molti fu come se la vita cambiasse nel giro di pochi minuti. Chi scrive quella sera era un ragazzino di 13 anni che cambiò canale così per caso e rimase intrappolato da quella voce mai ascoltata prima, che spalancava orizzonti infiniti, che inquietava e che malediceva, che non era simile a niente altro che avevi ascoltato prima e che ti inchiodava davanti al televisore senza possibilità di proferire un solo “eh”. Per il sottoscritto e per molti altri quella sera la vita cambiò, anzi iniziò, e dopo aver ascoltato Hurricane fu una valanga che dura ancora oggi alla ricerca del cuore e del significato delle canzoni rock.

Hurricane, dopo quasi dieci anni che era scomparso dalle scene, riportava Bob Dylan al centro della musica rock come star mondiale; di più, lo riportava a fare qualcosa che aveva abbandonato immediatamente appena iniziato la sua carriera, lui che l’aveva inventata: Hurricane era una canzone di protesta. Pubblicata come 45 giri (su due facciate, perché durava circa 8 minuti) nel novembre 1975, anticipava il disco “Desire” che l’avrebbe contenuta, uscito nel gennaio 1976. 

Ma cos’era Hurricane? Era una lunga invettiva di rabbiosa denuncia contro l’incarcerazione del pugile Rubin “Hurricane” Carter, che, come cantava Dylan, avrebbe potuto diventare il campione del mondo dei pesi medi. Quella canzone non era solo un brano di protesta: era un feroce atto di accusa contro il sistema giudiziario americano, gestito da pochi potenti per interessi personali, in cui Dylan chiama per nome ognuno di coloro che avevano portato in carcere Rubin: Alfred Bello, Patty Valentine, Arrhur Dexter Bradley, beccandosi più di una denuncia per diffamazione.  Arrestato nel 1966 e incolpato di un triplice omicidio in un bar di Patterson nel New Jersey quando era uno dei più quotati pugili americani e del mondo, Carter sarebbe diventato uno dei casi giudiziari più controversi della storia americana. Sempre proclamatosi innocente, fu evidentemente vittima del clima razziale di quei giorni, quando le  rivolte nei ghetti erano una realtà che incuteva timore alla maggioranza bianca. Lui ci mise del suo, personaggio controverso e poco chiaro, violento e finito in riformatorio già da bambino. Uscito di prigione, nel settembre 1961 diventò pugile professionista,  e ben presto si guadagnò riconoscimenti e vittorie, ma nel 1965 era già cominciato il suo declino. Durante un viaggio a Londra, per motivi mai chiariti un colpo di pistola venne sparato nella sua camera d’albergo. Fu così che nel luglio 1966 viene incriminato per una rapina in un bar di periferia in cui vengono uccise tre persone. Poche e confuse le prove contro di lui: verrà condannato all’ergastolo.