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CSNY LIVE 1974/ Da Charles Manson a Richard Nixon, sogno e incubo di una generazione

Esce in questi giorni un cofanetto contenente le registrazioni della storica tournée che Crosby, Stills, Nash e Young fecero nel 1974. Ecco la storia di quell'evento unico. di PAOLO VITES

CSNY live 1974 CSNY live 1974

Erano i Fab Four americani. Erano i nuovi Beatles. In quell'estate del 1974 nessun altro artista rock era come loro, neppure i Rolling Stones, da anni ormai sulle vette e giustamente definiti "la più grande rock'n'roll band del mondo". Neanche i Led Zeppelin, che furoreggiavano sui palchi da anni, neppure Bob Dylan che pure nel gennaio di quello stesso anno era tornato alle scene dopo otto anni dall'ultima volta con un tour che aveva fatto registrare la più alta richiesta di biglietti della storia. I Beatles, ovviamente, si erano già sciolti. Ma nessuno prima di loro aveva fatto un tour negli stadi. Quella che oggi è la normalità, allora fu un azzardo che spostava in alto ancora una volta  l'asticella di un mondo, quello del rock, che sembrava superare se stesso ogni giorno.

Erano giorni straordinari, erano quei giorni in cui, come disse qualcuno, "dei giganti camminavano sulla faccia della terra". Erano i giorni in cui tutto sembrava possibile: mandare a casa un presidente corrotto, Richard Nixon, fermare la guerra in Vietnam e loro quasi ci riuscirono e sì, come diceva una loro canzone, "cambiare il mondo". Decenni prima del "yes we can" di Barack Obama, loro cantavano "we can change the world".

Ma non tutto sarebbe stato così facile. Ogni grande storia chiede un grande prezzo, e loro stessi ne avrebbero pagato le conseguenze, in termini di ricadute, galera, amori finiti male e soprattutto la loro stessa amicizia mandata in malora. Che dietro ogni grande storia di musica ci sono innanzitutto degli amici, ma il successo, il volare troppo vicino al sole prima o poi ti schianta. C'è un limite, e pretendere di superarlo non va bene. Qualcuno lo capisce solo provandoci. Questa comunque sarebbe stata una autentica storia rock, di sesso, droga e appunto rock'n'roll. Con alcune delle più gradi performance musicali che questa storia abbia mai conosciuto.

Esce in questo primo scorcio di luglio un cofanetto unico nel suo genere. E' acquistabile in diverse opzioni: 3 CD e un DVD set, Pure Audio Blu-Ray (192kHz/24-bit) e un cd single con sedici canzoni. Tutti tranne il cd singolo hanno in dotazione un libro di 188 pagine con foto e la storia di quanto avvenne. Infine, per i nostalgici, anche una edizione limitata di mille copie con sei lp a 180 grammi e un libro formato coffee table. Neanche a dirlo, è l'acquisto dell'estate, soprattutto per chi ha aspettato decenni per avere in mano queste registrazioni. Questa estate Natale cade a luglio.

Per la prima volta il meglio dei 31 concerti che Crosby, Stills, Nash and Young tennero nell'estate del 1974 vengono pubblicati in qualità audio straordinaria. A lungo sospirati, per anni sognati, qualche scampolo di pessima qualità audio circolava nel mondo delle registrazioni pirata. Loro, i diretti interessati, non ne avevano voluto sapere ai tempi di pubblicare una documentazione live di quei concerti. Ne avevano un pessimo ricordo. Di quegli show infatti a loro erano restate brutte storie di litigi, di scontri di ego impossibili sul palco, di droga a tonnellate consumata prima e durante i concerti (e anche dopo). Per loro, quei concerti erano stati pessimi. Riascoltati oggi, ovviamente non è così, anche se si sente la tensione, a volte anche le stonature, ma che sfida fu cantare in quattro con le chitarre acustiche davanti a 80mila spettatori? Una sfida da giganti, ovviamente. 

E le battaglie furiose di chitarre tra Young e Stills, con il secondo che alzava apposta la manopola del volume al massimo per coprire le chitarre degli altri e gli altri che lo mandavano a quel paese, l'incredibile mole di brani che allora vennero eseguiti senza mai essere stati incisi prima, le improvvisazioni, l'amore incondizionato per la musica appaiono tuttavia intangibili e purissimi, nonostante tutto. "Era pazzia pura" racconta Graham Nash. "Eravamo sballati in ogni momento. Cocaina, marijuana, pillole per dormire perché quando vai in alto devi tornare giù per forza. Arrivavi in elicottero allo stadio, facevi lo show, e poi c'era il party del dopo show. Era praticamente impossibile dormire. Ma allora eravamo così. Non avevamo problemi a fare dei concerti che duravano quattro ore. La musica era potente abbastanza da permetterci di non fermarci".