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LETTERMAN/ #ThanksDave: lo show che ha cambiato la storia della musica in tv

Si è concluso dopo trentatrè anni di trasmissione il Letterman Show, il miglior spettacolo televisivo della storia. PAOLO VITES ricorda alcune esibizioni musicali

David Letterman David Letterman

I tentativi di imitazione sono stati (e saranno) infiniti. Anche a casa nostra dove un comico poi sparito per motivi vari dalla tv aveva copiato in ogni particolare - anche la tazza del caffè - lo studio televisivo di David Letterman, Dave per amici e fan, pensando che in Italia nessuno avesse mai visto l'originale. Quello che non gli riuscì di copiare, lui e nessun altro che ci abbia provato, era lo stile unico e irripetibile di Letterman. Umorismo, talvolta anche cinico, ma mai volgare, di classe altissima, umanità, capacità di commuoversi e commuovere, rispetto per gli ospiti, ironia e auto ironia. E anche una cosa che in Italia per forza di cose non si potrà mai fare, a parte il tentativo di Renzo Arbore con la trasmissione Doc: portare in televisione la musica che si ama, non quella che si deve portare perché imposta per interessi economici, di connivenze varie o di share. 

In trentatré anni e 6mila e 28 puntate Letterman ha portato tutti, dai più grandi ai più sconosciuti. Tutti rigorosamente live, senza trucchi e pagliacciate. Ci ha fatto piangere quando ha dedicato una puntata a un musicista morente per un tumore inguaribile portandolo in studio per l'ultima volta (quando Letterman chiese a Warren Zevon se la malattia gli avesse "insegnato" qualcosa che noi non sapessimo, questi rispose: "Non molto eccetto sapere adesso quanto vale gustare ogni sandwich che mangio"); ci ha fatto sussultare presentando le ultimissime novità, the next big thing, prima che diventassero di successo. Ha tirato letteralmente fuori di casa star restie a esibirsi in tv come Bob Dylan per alcune apparizioni memorabili. 

Dave amava la musica, era il momento spesso più atteso del suo show,un aspetto che diceva tutto della sua americanità, un paese dove la musica rock non è un contorno ma un elemento essenziale della vita. Ha anche fatto esibire Paul McCartney dalla tettoia del teatro che ospitava lo show, lo stesso che negli anni sessanta ospitava il mitico Ed Sullivan Show dove si esibirono per la prima volta alla tv americana i Beatles chiudendo così il cerchio in modo memorabile.

Ho una immagine di me stesso sul divano a notte fonda con in mano un biberon e mia figlia di pochi mesi, la televisione accesa sul Letterman Show, l'unico modo che avevo per non sclerale per le notti bianche imposte dalla figlia. E sono sicuro che anche lei seppure di pochi mesi amasse quei momenti. Perché Dave Letterman è davvero entrato nelle case di tutto il mondo in modo discreto, da gentleman, facendoci ridere di noi stessi e facendoci compagnia. E aprendo il suo grande cuore di appassionato di musica e comunicandoci quella sua grande passione.

Su Internet in queste ore dopo l'ultima puntata andata in onda, impazzano le classifiche e il meglio delle varie esibizioni musicali trasmesse nel suo show nel corso degli anni. Le sto guardando a bocca aperta: i Sonic Youth nel 1992 durante l'esplosione del grunge che fanno a pezzi microfoni e batteria e lui, sempre giacca e cravatta inappuntabili, che stringe loro la mano: tutto ok ragazzi? chiede. Al Green, il reverendo della musica soul fresco di medaglia del Kennedy Center appuntata sul petto che manda in visibilio il pubblico scendendo in mezzo a loro a cantare e Dave che incapace di trattenersi, rilascia una serie di entusiasti "Oh God! Oh God!".