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IL CASO/ L'Opera politica contemporanea può far rinascere la Lirica anche in Italia?

Sarà l’opera ‘politica’ contemporanea – legati a fatti di cronaca politica - a portare le giovani generazione in teatro e fare rinascere la lirica? di GIUSEPPE PENNISI

Foto: Giusto/Carabella Foto: Giusto/Carabella

Sarà l’opera ‘politica’ contemporanea – legati a fatti di cronaca politica - a portare le giovani generazione in teatro e fare rinascere la lirica? E’ domanda da porsi guardando i cartelloni stranieri. 

L’America è forse il Paese dove l’opera tratta da ‘casi politici’, spesso basati su romanzi ispirati alle cronache giornalistiche, ha avuto maggior presa. Si pensi ai lavori del Carlside Flyod, la cui Sussanah è l’opera americana più rappresentata dopo Porgy and Bess ed il cui Willie Starl, basato sull’ascesa e crollo di un Governatore della Lousisiana (ispirò anche un film famoso degli Anni Cinquanta, Tutti gli uomini del Re)

Oppure a John Adams, i cui Nixon in China, The Death of Klinhoper, El Niño, Doctor Atomic, pur se raramente visti in Italia, sono successi mondiali. Oppure ancora a Phillip Glass i cui Einstein on the Beach e Sathyagraha hanno un forte richiamo di pubblico (e sono apprezzati dalla critica) e trattano di tempi politici correnti. 

La rinascita della lirica inglese è in gran misura legata a Thomas Adès (classe 1971) diventato famoso a soli 24 anni mettendo in scena Powder her Face che si riferiva esplicitamente ad un noto ‘fattaccio’ di sesso e politica.

E in Francia? Oscar Strasnoy, nato in Argentina, ma formato in Francia ed ora residente di Berlino, ha fatto faville  specialmente in Midea Dos, premiata a Spoleto ma vista una unica sera a Roma e con El Regresso (dopo il cui debutto ad Aix-Provence nel 2005 è circolata  in quasi tutto il mondo). El Regresso narra il dramma di un ragazzo di estrazione borghese, fatto rifugiare dai genitori in Francia durante la dittatura militare, e tornato  dopo anni in Argentina con le sue difficoltà, anche solo dialogare con i compagni di un tempo. 

In Italia, opere come Salvatore Giuliano di Lorenzo Ferrero e Senso di Marco Tutino (nonostante il grande successo della seconda al Teatro Massimo di Palermo) sono subito sparite dalla circolazione. Alcuni esperimenti su temi come gli immigrati e la mafia al Teatro Lirico Sperimentale di Spoleto hanno retto solo per un paio di repliche,

Potrà l’opera sulla vita ed il disegno politico (non il rapimento, la prigionia e la morte) di Aldo Moro – Un infinita primavera attendo di Daniele Carnini e Sandro Cappelletto?