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Musica e concerti

NATALE 2016/ "La plus Belle Nuit": Charles Trenet, la più bella notte di tutti i tempi

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È “la notte di un povero bambino / Gesù, il Figlio di Dio / disceso sulla terra / perché i cuori oppressi / non siano mai più solitari”. C’è il desiderio della “pace del mondo”e di una “speranza e carità” che “guidino i nostri passi”. 

Charles Aznavour sostenne che Trenet fosse, di fatto, un cantante cristiano. Difficile fare delle affermazioni, entrare nel percorso della vita di un uomo che parla del proprio senso religioso in maniera spesso contraddittoria, e che si preoccupò soprattutto di lasciarci tante grandi canzoni, spesso pervase da una sorta di allegra malinconia. “Per giudicare la dimensione reale della nostra vita – affermò – basta rendersi conto che ogni giorno recitiamo un dramma scritto da un autore sconosciuto. Ma è indispensabile ammettere, nello stesso tempo, che la nostra esistenza ha un significato profondo che non va ignorato per il semplice pretesto di voler essere felici”. 

Dare giudizi appare dunque quanto mai inopportuno. Ma resta il fatto che il testo di La Plus Belle Nuit non esprime nient’altro che la gioia di fronte alla venuta del Figlio di Dio che “promette il regno dei cieli / a coloro che lo seguiranno” e che “perdona / morendo sulla croce / tutti i peccati dell’uomo”. 

“È Natale! Natale!”, recita ripetutamente il ritornello, “la più bella notte del mondo”, aggiungendo quel che ai nostri occhi appare semplicemente un fatto compiuto: “Gesù è nato / Gesù è eterno”. 

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