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Musica e concerti

RUNRIG/ "The Story": l'ultima canzone ascoltata dall'astronauta Laurel Clark

I RunrigI Runrig

E, alla fine, tramutare tutto questo in un racconto, che sappia narrare di una storia lunga e affascinante, una vicenda fatta di amicizia e fedeltà, un gruppo di musicisti simile a una famiglia, fieramente aggrappata ad un popolo ed alla propria terra. Alla domanda su come descrivere l’influenza del paesaggio delle highlands nel processo creativo delle loro canzoni, Calum parla di qualcosa che non origina solo dalla bellezza e dai colori, ma soprattutto dalla dimensione dei territori: una misura del paesaggio che richiama al senso di finitezza della vita dell’uomo. North Uist, estremo nord occidentale dell'arcipelago delle Ebridi, ed in particolare Clachan Sands, lembo di spiagge bianche, circondate da nebbia e montagne ed adagiate su un freddo mare color azzurro cristallino, è il luogo che egli descrive come il suo preferito, aiutandoci a capire ciò che non può essere spiegato a parole e che tutta la musica dei Runrig riesce forse meglio a definire. Qualcosa d’ineffabile, che ha a che fare con l’orgoglio dell’appartenenza ad una cultura e ad un popolo povero ma fiero, costretto in passato anche ad una massiccia emigrazione, per lo più in Canada ed Australia, a causa delle politiche economiche inglesi che sgretolarono la vita di intere famiglie, abituate a coltivare la propria terra ed a vivere legate tra loro da stretti patti di sangue tra clan. 

La storia dei Runrig, nome intraducibile che indica un’antica tecnica di coltivazione della terra, nasce lontano. Calum Macdonald e Donnie Munro sono compagni di scuola a Skye, isola di fronte alla costa occidentale scozzese, trecentocinquanta chilometri a nord di Edinburgo; un luogo ricco solo del mare e di quel poco di terra da cui rapire il sapore torbato che rende il whisky di queste parti unico ed inimitabile. Sono all'inizio, ma non lo sanno ancora, perchè la band la formeranno, nel 1973, i fratelli Rory e Calum Macdonald, da lì in poi autori della maggior parte delle canzoni. Donnie li raggiungerà solo l'anno dopo ed a loro si affiancheranno Blair Douglas e Robert Macdonald. Con l'arrivo del virtuoso chitarrista Malcolm Jones, nel 1978, il gruppo è pronto per il debutto discografico, Play Gaelic, che paga ancora un forte tributo alla musica tradizionale. The Highland Connection, uscito l'anno successivo, comincia a tratteggiare una strada. Il linguaggio sonoro è quello di un rock deciso ed essenziale, inframezzato da alcuni brani caratterizzati da dolci melodie, colorite dalla voce straordinaria di Munro. Qua e là anche brani strumentali, che lasciano intravedere le potenzialità tecniche di Jones, che, oltre alla chitarra, suona una forma elettrificata delle great highland bigpipes, le famose cornamuse scozzesi. Si delineano così i tratti distintivi della proposta musicale del gruppo, che lo renderanno alla lunga vincente: ritmi musicali ed armonie vocali tipiche della tradizione, a braccetto con l’elettricità, il desiderio di novità e l’irruenza che caratterizzano la musica rock. Una canzone del disco in particolare, Loch Lomond,diventerà negli anni un cavallo di battaglia; suonato spesso come brano conclusivo dei concerti ed eseguito in un crescendo d'intensità, parte da un inizio lento e melodico, passa attraverso un intermezzo ritmato in gaelico, per giungere sino ad un finale a ritmo di rock incandescente. Il testo del brano narra della vicenda di un condannato a morte e del ritorno alla propria terra, che è lungo la “high road” o la “low road”, a seconda di chi vive o deve morire, nel triste destino di coloro che si amano ma non potranno più gioire insieme, sulle colline delle highlands e lungo le rive del lago di Lomond.  

Col passare del tempo i Runrig conoscono fama e successo e gli anni ’80 e ’90 li vedono trionfare non solo in terra d’Albione, ma in Europa, America e Nuova Zelanda. Alba - altro nome per indicare la Scozia – incisa nell’album The Cutter And The Clan, è un inno travolgente, cantato sistematicamente in coro dal pubblico ai concerti e An Ubhal As Airde - The Highest Apple, nella traduzione inglese - è la prima canzone in gaelico ad entrare nella Top 20 inglese. Il suono si consolida e le armonie vocali di Donnie e Rory, la cornamusa e le chitarre di Malcolm, il drumming energico di Iain unito alle percussioni di Calum, creano isole di buona energia dove approdano volentieri anche cuori che non sono riempiti solo da sangue caledone.