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Musica e concerti

ORCHESTRA OPERAIA/ Il concerto: da Gil Evans a Frank Zappa

L’Orchestra Operaia è uno delle più luminose testimonianze del nostro jazz, che dimostra quanto attuale ed importante sia la presenza delle big band nella storia di questa musica. LUIGI VIVA

Orchestra Operaia, foto da FacebookOrchestra Operaia, foto da Facebook

L’Orchestra Operaia è uno delle più luminose testimonianze del nostro jazz, che dimostra quanto attuale ed importante sia la presenza delle big band nella storia di questa musica. Orchestra Operaia nasce nel maggio 2013 per iniziativa del trombettista e direttore d’orchestra Massimo Nunzi (Roma 1962). .Si tratta del primo esempio in Italia di Orchestra cooperativa diretta in condivisione con altri direttori.

Valente trombettista Nunzi ha suonato e arrangiato per e con Dizzy Gillespie, Chet Baker, Umberto Bindi, Domenico Modugno, Dave Liebman, Don Cherry, Daniele Luttazzi, Corrado Guzzanti, Enrico Rava, Civica Jazz Orchestra, Gianluigi Trovesi, Gianluca Petrella, Toshiko Akiyoshi, Enrico Intra, Lester Bowie, Orchestra della Rai Radiotelevisione Italiana, John Cage, Tino Sehgal (Leone d’Oro Biennale di Venezia 2013). Da non dimenticare “Trombe Rosse”, da molti considerata una formazione rivoluzionaria, in cui hanno suonato moltissimi Maestri del Jazz, da Lester Bowie a Don Moye, Javier Girotto, Horacio Hernandez.

Musiche per balletto e teatro, colonne sonore, oltre ad una straordinaria attività di divulgatore realizzando  un libro sulla storia del Jazz per Laterza e una serie in 12 dvd “I Grandi del Jazz”, per Repubblica/Espresso”, oltre a tenere concerti/lezioni per bambini. 

La serata alla Casa del Jazz ha messo in luce tutte le capacità di un ensemble che nulla ha da invidiare a celebrate band europee ed americane. In repertorio brani tratti da INTO THE 80’S il loro primo album appena uscito per la Veneto Jazz e la Jando Music di Giandomenico Ciaramella e registrato presso gli studi della Casa Del Jazz dal bravissimo Ascanio Cusella. Ogni brano è stato sapientemente introdotto da Nunzi, che ha dispensato anche gradevoli battute, contribuendo a rendere il clima amichevole e stimolante.

Grandi protagonisti i maestri dell’Orchestra, scelti fra le nuove leve del jazz romano. Questa la formazione: Pierpaolo Ferroni batteria, Marta Colombo voce, Mario Caporilli e Fabio Gelli trombe e flicorni, Stan Adams e Pierluigi Bastioli tromboni,Claudio Giusti, Alessandro Tomei, Carlo Conti, Duilio Ingrosso sassofoni, Alessandro Gwiss pianoforte,tastiere, Manlio Maresca chitarra, Lorenzo Feliciati basso.

Come ha più volte sottolineato Nunzi all’interno dell’Orchestra ci sono musicisti che hanno sviluppato una importante carriera a livello internazionale ( Lorenzo Feliciati, Alessandro Gwiss, Manlio Maresca etc) a conferma dell’alto livello raggiunto. In effetti l’Orchestra Operaia (nessuna allusione o legami politici tengono a precisare ) ha mostrato una potenza di suono e capacità strumentali enormi, ben controllate e dirette da Nunzi. Ci è piaciuta molto anche la combinazione dei fiati, che per certe sonorità ci hanno ricordato i leggendari Blood, Sweat & Tears.

Il viaggio è iniziato con L’Appel dal testo francese, e si è sviluppato via via, nei ricordi di Nunzi il quale ha fatto più volte riferimento alla televisione con alcuni dei più importanti programmi Rai (eseguita anche Rischiatutto composta all’epoca da Migliardi, collaboratore di Berio), formativi e fonte di ispirazione per molti di noi .

Era il 1982.Sono andato a New York per cercare il jazz, ma non c’era …Al CBGB’s di Bowery street esplodeva la new wave e quei suoni iniziarono subito ad affascinarmi. Il calore dell’afro beat e del funk, i ritmi della disco, del soul e del rap, la musica televisiva e cinematografica…” (Massimo Nunzi)

Da sottolineare in sede di arrangiamenti l’apporto dei Lone Arrangers, quattro giovani musicisti che hanno potuto plasmare l’Orchestra a loro piacimento, sotto lo sguardo vigile di Nunzi. “Il repertorio che ha forgiato il suono dell’Orchestra- precisa Nunzi -  confluito nel disco è composto quasi interamente da me, ma in questo viaggio immaginifico nella mia memoria non potevano mancare brani di repertorio che mi hanno illuminato”.

Lasciandosi ispirare da Gil Evans e Frank Zappa Nunzi ha saputo elaborare un suo stile di composizione, sofisticato ma al tempo stesso pieno di passione e feeling, spaziando fra mille percorsi musicali riproposti in chiave assai personale grazie al talento dell’Orchestra Operaia. Spettacolare l’esecuzione di Powerhouse di Raymond Scott, che, come ha raccontato Nunzi, oltre ad essere stato  geniale compositore  (alcuni suoi lick sono stati ripresi anche da Charlie Parker) è stato anche l’inventore del primo sintetizzatore (1953).

Nel concerto alla Casa del Jazz  eseguiti la gran parte dei brani tratti dall’album: Ad Vana Res, con testo in latino (Nunzi) introdotta da Bass Interlude di Lorenzo Feliciati,  La Mossa Del Cavallo ( un invito a non mollare mai), aperta da un coro scandito da tutti i componenti, cantato dalla brava Marta Colombo e con il bell’intervento di Alessandro Gwiss in forma smagliante. Laurie At Home (Nunzi), dedicato a Laurie Anderson, la dice lunga sulla veduta musicale di un musicista che non ama le barriere musicali .

Cerco il pieno, non il vuoto. Alle atmosfere sospese preferisco la struttura, il lavoro maniacale su composizione e arrangiamento. Musica di questo genere non è mai stata trattata dai jazzisti, e infatti scaturisce dalla mia formazione estremamente varia. È lo specchio fedele della mia vita artistica”.(Massimo Nunzi)

Dopo il Pinocchio (Carpi) il concerto prevedeva The Gil Evans Song, con Nunzi che ha voluto ricordare oltre al leader, i tanti straordinari talenti scomparsi che di quella orchestra hanno fatto parte. Verso fine brano il leader si è esibito in un gran solo di tromba .

Il concerto si è chiuso con il suggestivo  video del brano Goodbye (Nunzi), una toccante ballad ben raccontata alle immagini di Ludovico Di Martino.

Ad apertura di concerto un filmato di pochi minuti, ha raccontato i circa cento concerti che l’Orchestra Operaia ha tenuto nel nostro paese. Una bella storia italiana che merita maggiore attenzione da organizzatori e addetti. Un bel biglietto da visita di quell’Italia che lavora e produce.Si raccomanda “vivamente”.

L'Operaia è un meccanismo orchestrale che serve per fare Arte e Commercio. Per dare e creare LAVORO. Sia di pura speculazione intellettuale che commerciale (dalla pagina Facebook di Orchestra Operaia)

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