BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |

Musica e concerti

Lou Bellucci / Chi è? Morto il cantante del Diabolika: lo sconcerto sui social dei fan della house

È morto Lou Bellucci, il cantante e performer nel locale House "Diabolika". Video e ultime notizie: il triste annuncio dell'amico dj Emanuele Inglese, carriera e info sulla sua musica

Lou Bellucci (Facebook)Lou Bellucci (Facebook)

SCONCERTO SUI SOCIAL

Il performer Lou Bellucci è morto, lasciando di sasso gli amanti della musica house romana abituati alle sue esibizioni nel celebre Diabolika. La scomparsa dell'iconica voce del marchio Diabolika pare sia avvenuta proprio durante la notte, almeno stando alle parole dell'amico e collega dj Emanuele Inglese su Facebook. Il suo posto di addio, misto a sorpresa e dolore, è stato pubblicato all'alba raccogliendo oltre mille reazioni e centinaia di condivisioni. A farla da padrona, nei commenti, è l'incredulità degli utenti social che hanno evidenziato l'immane perdita. "Non ci posso credere cosa è successo!? Le migliore serate il miglior vocalist gli anni più belli passati insieme e ora ci hai lasciato", scrive un'utente. Le fa eco un altro che scrive con immenso dolore: "oddio mio non ho parole. anni insieme . non ho parole. non ho parole . solo lacrime di rabbia e profondo dispiacere. riposa in pace amico nostro . di te resta un ricordo indelebile nei nostri cuori di una gioventù stupenda". In tanti ancora hanno ribadito come Lou Bellucci fosse di fatto "una delle colonne del Diabolika". A proposito delle cause della morte, al momento sembrano non trapelare neppure dai commenti. (Aggiornamento di Emanuela Longo)

GLI ANNI D'ORO DEL DIABOLIKA

Il successo di Lou Bellucci era legato particolarmente alla scena house romana, ma non finiva di certo lì. Il vocalist ha fatto parte di una crew che tra la fine degli anni Novanta e i primi anni Duemila ha animato non solo la Capitale con le sue serate che hanno rappresentato l'epoca d'oro della musica house, ma anche diversi appuntamenti italiani, come quando tutto il gruppo di trasferiva al Cocoricò di Riccione, o quando durante la stagione estiva tantissimi giovani andavano a ballare al Gilda on the Beach a Fregene. Emanuele Inglese, Paolo Bolognesi, Dj Emix e D. Lewis, un gruppo di dj, performer e vocalist per i quali era indispensabile la presenza di Lou Bellucci, che con i suoi classici tormentoni come "Questa è la festa d'Italia", "Le mani, le mani le mani" o anche "Adoro, adoro, adoro, adoro" scandiva i ritmi e i tempi delle notti in discoteca di una generazione. Canzoni che venivano storpiate con nomi assurdi per riconoscerle, come ad esempio The Disco Evangelists - De Niro (Dirty Funker Remix), che veniva semplicemente riconosciuta come il nome di "Elicottero Mejo". La morte di Lou Bellucci segna la fine di un'era della house che da Roma ha contagiato tutta Italia. (agg. di Fabio Belli)

L'ULTIMO SALUTO DI EMANUELE INGLESE

È morto il cantante storico dei locale Diabolika di Roma, un performer e dj idolo di più generazioni di musica House italiana. Ne ha dato il triste annuncio il collega e amico dj Emanuele Inglese su Facebook; «non trovo le parole.... circa 2 ore fa',notizia peggiore di questa non potevo riceverla. Ci hai lasciato !!! Il 23 dovevi presentarmi come tu sai fare. Non ci posso credere. R.I.P. LOU». Un personaggio non noto ai più. ma famosissimo per il pubblico house e disco romano, una voce storica che nel locale Diabolika per anni ha infiammato le nottate di sballo, musica e feste: al momento moltissimi dettagli non sono ancora noti, resta tuttavia l’inequivocabile post lasciato da Emanuele Inglese sul suo profilo personale a confermare le scomparsa del performer Lou Bellucci, conferma anche il portale Parkett Channel. Pare che una brutta e grave malattia improvvisa abbia colpito nella notte Lou, in attesa di conferme ulteriori che potrebbero arrivare nelle prossime ore.

SCONOSCIUTE LE CAUSE DEL DECESSO

Sono centinaia coloro che si sono riversati sulla pagina social di Emanuele Inglese, il primo ad aver dato tramite Facebook la notizia della morte del noto vocalist delle notti romane, Lou Bellucci. In tanti, in queste ore, si sono chiesti quale fosse la causa del decesso, restando sconvolti di fronte al messaggio di addio dell'amico e collega. Le indiscrezioni su cosa abbia portato alla morte della storica voce del Diabolika, avvenuta nella notte tra il 14 ed il 15 settembre, sono molteplici. Stando al portale Roma.FanPage.it, il giovane pare fosse stato colpito da una grave malattia improvvisa, sebbene notizie più precise ed ufficiali potrebbero giungere solo nelle prossime ore. Tra le altre voci sulle cause che si rincorrono ci sono poi le più drammatiche che, sempre tra i commenti sotto all'addio social di Emanuele Inglese paventerebbero una morte per overdose. C'è infine chi parla di infarto. Nulla di ufficiale, dunque, mentre ciò che resta al momento è solo la disperazione e l'immenso vuoto che con la sua dipartita Lou Bellucci ha lasciato in migliaia di persone. (Aggiornamento di Emanuela Longo)

CHI ERA LOU BELLUCCI

Oltre al video di uno dei suoi concerti House più famosi al Diabolika, che trovate qui sotto, proviamo a capire più da vicino chi era questo Lou Bellucci che in queste ore sta scatenando le reazioni più commosse e di lutto sui social della Capitale. Come spiega il portale Music Club, Bellucci rappresentava uno dei capostipiti delle performance tutte disco&sballo al locale Diabolika, autentico House Party di Roma. Era un eclettico e versatile talento della musica house, convinto che «il palco della discoteca è un vero e proprio trampolino di comunicazione con il pubblico», spiegava lui stesso in una rara intervista trovata sul web. Buddista, era un vero e proprio showman che coinvolgeva con la sua musica l’intero pubblico. «Ha cominciato la carriera da starvoice e dancer dal 1997 quando conobbe Henry Pass, è approdato poi al Palacisalfa e all’erg Superclub, prima di arrivare allo storico Diabolika. Collabora con Dj Emanuele Inglese, Lewis e Paolo Bolognesi, oltre che con Henry Pass come Master of Cerymony», scrive il suo profilo su Music Club.

© Riproduzione Riservata.