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Musica e concerti

ULTIMO / Dalla vittoria a Sanremo al nuovo tour: "La musica per me ha un potere straordinario"

Ultimo, il vincitore delle Nuove Proposte al Festival di Sanremo 2018, si racconta in un'intervista a Il Messaggero parlando del suo desiderio di restare se stesso e di molto altro.

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Niccolò Moriconi, in arte Ultimo, è il vincitore di Sanremo per la categoria Nuove Proposte e dal quartiere di San Basilio di Roma si prepara ad affrontare una nuova sfida. A breve infatti partirà il suo nuovo tour per promuovere l'album Peter Pan, ancora ai vertici di tutte le principali classifiche musicali italiane. Il primo concerto si terrà a Bologna il 4 maggio e il cantante si sposterà poi a Padova, Milano, Roma, Bari, Napoli fino ad arrivare a Firenze per l'ultima data prevista il 25 maggio. Ma come sta proseguendo la sua vita e la carriera dopo la vittoria nella kermesse sanremese? A parlarne è lo stesso Ultimo in una recente intervista a Il Messaggero nella quale ha ammesso: "Ultimo è una condizione che indosso da quando sono nato, che non riguarda una tematica sociale, è una condizione d’esclusione. La musica per me ha sempre avuto un potere straordinario: rendermi diverso da come mi sento realmente tutti i giorni. Fuori inadatto, insicuro, fragile. Ma quando salgo sul palco riesco a tirare fuori una sicurezza che non so neanche io dove trovo".

Ultimo e il desiderio di rimanere se stesso

Ultimo esprime il suo desiderio di rimanere se stesso anche dopo la vittoria al Festival di Sanremo, non perdendo di vista i valori di sempre: " Io voglio rimanere Niccolo, non perdere di vista chi sono: frequentare gli stessi amici, la mia famiglia, il quartiere dove sono cresciuto. Quello sono io (...) Subisco la popolarità in maniera negativa, cerco di stare a casa, non amo tanto il contatto con la gente, mi mette a disagio. La mia casa è il punto di partenza e di arrivo, la mia base". Il cantautore romano ammette di amare molto il suo quartiere, mentre non è mai stato al Colosseo e difficilmente si reca per una passeggiata in centra. Ma ci tiene a sottolineare che la periferia non è sinonimo di malavita, come molti sarebbero indotti a pensare. Per quanto riguarda i talenti del talent, ammette di non conoscere i Maneskin (a loro volta romani) ma comunque di non volersi abbandonare a false retoriche riguardo i programmi televisivi, che spesso sono riusciti a scoprire grandi talenti.

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