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Musica e concerti

LUCIO BATTISTI/ 20 anni fa la morte, Sergio Mattarella: "Figura indimenticabile della musica leggera italiana"

Vent'anni fa la scomparsa di Lucio Battisti, figura rappresentativa del cantautorato italiano. Celebre il sodalizio con Mogol, continuato – forse – fin dopo la morte.

L'anniversario della scomparsa di Lucio BattistiL'anniversario della scomparsa di Lucio Battisti

È rimasto nel cuore di milioni di italiani grazie a un patrimonio musicale vasto e indimenticabile e oggi, a vent'anni dalla sua morte, l'Italia intera lo ricorda attraverso le sue straordinarie canzoni. Lucio Battisti è uno dei cantautori più amanti di sempre e oggi, a ricordare il suo impegno nella musica, è stato anche il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella. Ecco il messaggio che ha inviato poche ore fa alla vedova Grazia Letizia Veronese, così come si legge su Repubblica.it: "A vent'anni dalla precoce perdita di Lucio Battisti, figura indimenticabile della musica leggera italiana del secondo novecento, desidero ricordarne lo spessore artistico, la fervida creatività e le intuizioni geniali che hanno dato vita a opere intramontabili". "Fin dagli esordi - continua Mattarella - impresse un impulso innovativo al linguaggio musicale del nostro Paese, sperimentando sonorità suggestive e stili assai diversi. Il suo straordinario talento, insieme alla costante e rigorosa ricerca di evoluzioni espressive, lo hanno consacrato come un punto di riferimento nel panorama musicale italiano, superando, nonostante la sua natura schiva e riservata, i confini nazionali". (Agg. di Fabiola Iuliano)

QUELLA SCELTA SINGOLARE DI NON ESIBIRSI IN PUBBLICO

La proverbiale timidezza di Lucio Battisti gli costò non pochi sacrifici. Anche professionali: nel 1970 rinunciò definitivamente a esibirsi in pubblico: "Intanto, non vivi e, come ho detto, io intendo seguire questa professione, intendo guadagnare, intendo divertirmi, intendo avere successo, ma intendo anche vivere. […] Non solo, ma le ripercussioni più grandi quali sono? Proprio quelle del lavoro: e chi me lo dà il tempo di stare la mattina, da quando mi alzo, dalle otto alle quattro del pomeriggio, con la chitarra a suonare? Perché, ripeto, le canzoni mica scaturiscono così. […] Intendo conservare la mia autonomia, la mia personalità per quanto possibile, e una delle cose che ti spersonalizzano al massimo sono le serate. Non faccio tournée né spettacoli prosegue il virgolettato  perché mi sembra di vendermi, di espormi in vetrina: io voglio che il pubblico compri il disco per le qualità musicali e non per l'eventuale fascino del personaggio". [agg. di Rossella Pastore]

L'ULTIMA INTERVISTA

Moriva il 9 settembre 1998 Lucio Battisti, icona del panorama pop(olare) italiano e cantore di una generazione. La sua carriera iniziò negli anni '60, venendo fin da subito coadiuvata da Giulio Rapetti Mogol. Anima latina, Emozioni e Il mio canto libero sono solo alcuni tra gli album più rappresentativi a firma Battisti. Schivo e riservato, Lucio si rese protagonista di numerose polemiche. C'era chi lo accusava di fascismo; altri mettevano in dubbio le sue doti canore. Fu forse per questo che dal '79 smise di rilasciare interviste: "Tutto mi spinge verso una totale ridefinizione della mia attività professionale. In breve tempo ho conseguito un successo di pubblico ragguardevole. Per continuare la mia strada ho bisogno di nuove mete artistiche, di nuovi stimoli professionali: devo distruggere l'immagine squallida e consumistica che mi hanno cucito addosso. Non parlerò mai più, perché un artista deve comunicare solo per mezzo del suo lavoro. L'artista non esiste. Esiste la sua arte".

LA MORTE E DOPO

Battisti muore a 55 anni in circostanze mai chiarite. Il bollettino medico cita solo "un quadro clinico severo sin dall'esordio". Tra le ipotesi, un linfoma maligno al fegato, o una glomerulonefrite. Dopo la morte, qualcuno parlò di una stramba richiesta del defunto Battisti. Del suo spirito, anzi: una medium, Paola Guidelli, affermò di essersi messa in contatto con lui. Il testo de L'arcobaleno di Celentano fu ispirato proprio da questo episodio. Lucio avrebbe detto: "Contatta Giulio (il vero nome di Mogol) e digli di scrivere una canzone che io dedico a lui, che parli dell'arcobaleno". Qualche tempo dopo, la presunta medium ammise di essersi inventata tutto.

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