BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |
Imposta Come Homepage   |   Ricerca Avanzata  CERCA  

RECENSIONE/ Bill Frisell, Marketa Irglova e Joe Henry, tre dischi per l'autunno

martedì 25 ottobre 2011

Dischi caldi per un autunno/inverno che si annuncia con un gradito ritardo, almeno nel Nord Italia. Se il meteo non è più una certezza, la musica invece continua a esserlo. Ecco allora tre bei dischi densi di emozioni, di battiti dell’anima, di invito alla riflessione come vorrebbe una stagione che porta a isolarsi in casa con un bicchiere di vino buono e un libro. O un disco, che certi dischi, lo sappiamo ormai, sono come sfogliare le pagine di un volume.
È il caso dei tre cd usciti negli scorsi gironi e che andiamo a presentare: “Reverie” di Joe Henry (Anti/Spingo), “Anar”, di Marketa Irglova (Anti/Singo) e “All We Are Saying” di Bill Frisell (Universal).

Cominciamo dall’ultimo, il più sperimentale e coraggioso, quello dell’eccelso chitarrista jazz Bill Frisell, da anni accompagnatore anche di molti grandi nomi del rock, ad esempio Elvis Costello e Suzanne Vega, e da anni impegnato in un proprio personalissimo viaggio che l’ha portato ad affrontare via via le pagine più profonde della musica nordamericana in ogni sua coniugazione possibile. Dal jazz, ambiente primario da cui Frisell proviene, alla musica country e al folk.
Adesso Frisell ha deciso di cimentarsi in un progetto del tutto particolare: interpretare le canzoni di John Lennon in chiave strumentale e ovviamente chitarristica, complice la proposta di un tributo al Beatles scomparso da presentarsi a Parigi.

Definito da alcuni critici come “il più innovativo e influente chitarrista jazz degli ultimi 25 anni”, a differenza di molti suoi colleghi di quell’ambiente solitamente un po’ classisti e snob, Frisell non teme d confessare di avere un’anima profondamente rock. Lui che i Beatles li ascoltava quando aveva 13 anni. Lo dice lo stesso chitarrista: “La musica di John Lennon è stata con me, la mia band, tutti quanti, il mondo intero potrei dire da sempre. Sono canzoni che sono parte di noi, nel nostro sangue. Non c’è stato bisogno di alcuno studio particolare per affrontare questo progetto, siamo stati preparati a questi brani dalla nostra vita stessa, le canzoni erano  lì”.

Accompagnato da altri strumentisti straordinari (Greg Leisz alle chitarre, Jenny Scheinman al violino, Tony Scherr al basso e Kenny Wollensen alla batteria) ecco allora scorrere una colonna sonora fantasmagorica, piena di luci e colori, mai fine a se stessa, sempre invece votata al buon gusto, al divertimento, alla sfida, all’avventura. 




  PAG. SUCC. >