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TRIBUTO/ "Rave On Budy Holly", il giusto omaggio a una musica immortale

mercoledì 24 agosto 2011

Fu il giorno in cui, "the music died", come avrebbe detto anni dopo Don McLean nella sua celeberrima canzone American Pie. Fu il giorno, quel 3 febbraio 1959, che Buddy Holly morì. Tanto impatto ebbe quell'evento da passare alla storia appunto come il giorno in cui la musica morì tutta quanta.
Per molti, il 3 febbraio 1959 segna anche la fine della prima ondata del rock'n'roll, quella cominciata nel luglio di cinque anni prima con il primo 45 giri di Elvis, That's All Right Mama.

Il rock'n'roll genuino, quello più vero, quello dell'età dell'innocenza e dei sogni tutti interi. Di quella schiera di grandi protagonisti, da Elvis appunto a Little Richard, da Chuck Berry a Jerry Lee Lewis, per dirne solo alcuni, Buddy Holly fu probabilmente il più geniale. Forse meno dotato come performance di quegli esplosivi colleghi, il piccolo texano con gli occhiali larghi che sembrava il ragioniere della banca all'angolo invece che la bomba sexy che era Elvis, fu invece il maggior compositore.

Mentre gli altri si limitavano a rileggere classici del blues o del R&B seppur dando loro vita nuovissima, Buddy Holly le canzoni se le scriveva. E che canzoni. Non sarebbero mai esistiti i Beatles senza le canzoni di Buddy Holly.
Genio purissimo, sapeva infondere le melodie classiche della musica country con i nuovi ritmi del rockabilly e del rock'n'roll, generando una miscela esplosiva, originale e talmente innovativa che ancora oggi le sue canzoni sembrano scritte solo poche ore fa.

Dentro, in quella manciata di brani scritti in una vita brevissima, troppo breve, un senso indelebile di promessa. Chi pensa siano canzoncine per innamorati teen-ager sbaglia e di grosso. Da lì, Buddy Holly sapeva esprimere tutta la formidabile promessa che è nel cuore dell'uomo, quel senso di anticipazione, di mistero che pochi hanno saputo rendere così bene. Tanto è vero che ogni suo  pezzo risuona oggi attuale, calato nel momento, indimenticabile.

Se il 3 febbraio il texano moriva, giovanissimo (22 anni, il che la dice lunga del genio che lo animava), il prossimo 7 settembre se fosse rimasto in vita Holly avrebbe compiuto 75 anni. Ecco perché si è deciso di ricordare l'evento con un disco tributo (uscito ai primi di agosto), l'ultimo di una lunga serie, dal titolo "Rave On Buddy Holly". Le sue canzoni nel corso dei decenni sono state riprese miliaia di volte. 




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