Dischi & Libri
venerdì 16 settembre 2011
Uscirà il 27 settembre, ma grazie al buon cuore di una delle poche band libere da strategie di marketing, e che invece mettono in primo piano l'amore per la musica e il rispetto dei fan, è già stato possibile ascoltarlo, seppure per un tempo limitato di 24 ore. Stiamo parlando del nuovo disco dei Wilco, “The Whole Love”, messo in streaming sul sito ufficiale della band di Chicago nei giorni scorsi. Ed ecco le nostre impressioni. Quando nel 1999 uscì il loro terzo lavoro, “Summerteeth”, successore di “Being There”, che già aveva fatto storcere il naso ai puristi dell'Americana, ci si iniziò a chiedere cosa diavolo stesse facendo Jeff Tweedy con i suoi Wilco. La band, dopo aver tracciato la strada di quello che fu l'alternative country con gli Uncle tupelo, dopo averli sciolti e regitrato il primo album “A.M.” , roots fino al midollo, ora ci proponeva qualcosa di enormemente diverso. I più intransigenti lo bollarono "pop", alcuni lo definirono "spazzatura". Brani come I can't stand it, A Shot in the Arm e Via Chicago daranno poi ragione a Jeff. Il suo voler andare avanti e non invischiarsi nel manierismo del country-rock darà i suoi frutti. Anche il successivo, se si vuole anche più sperimentale, “Yankee Hotel Foxtrot” traccerà un solco profondo tra il passato e il presente. La differenza fu che in YHF, oltre alle sonorità, c’erano anche le canzoni, su tutte Jesus, Etc, brano sul quale si potrebbe scrivere un libro, poi le ormai classiche War on War e Ashes of American Flags che non escono da tempo dalle loro set list live. Da lì, almeno nelle idee, deve essere partito Jeff per questo nuovo "The Whole Love". Registrato nell’home studio/headquarter “The Loft” della Windy City (Chicago) e prodotto dallo stesso Jeff Tweedy, le 12 tracce cercano di nuovo di spiazzare l’ascoltatore fin dalla partenza. Il primo brano Art of Almost inizia con le tastiere che sembra di essere in un album dei Massive Attack messe su base funk e con inserzioni (a metà dei 7 minuti) orchestrali. La voce di Tweedy tiene tutto insieme fino al quinto minuto dove Nels Cline (il loro guitar man hero) entra come un'auto in una vetrina sferzando un assolo indiavolato che finisce 2 minuti dopo e con lui il con il brano.
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