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LE BATACLAN/ Low (e Mercury Rev) live nella bomboniera di Parigi

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I Low al Bataclan di Parigi  I Low al Bataclan di Parigi


Orario d’inizio previsto 19.30. Come indicato nel programma giungo al locale in perfetto orario (prima lezione: i francesi sono più svizzeri degli svizzeri per puntualità). Sto per entrare in sala e sento una musica soffusa, come di sottofondo. Immagino che sia la soundtrack pre-concerto. Macché! sono le note iniziali e appena sussurrate di Nothing but heart, canzone di apertura dello show. Supero il muro di gente intorno al bancone del bar (seconda lezione: sono balle che i francesi bevono solo vino, la birra piace e pure assai) e mi accomodo in uno dei pochi posti a sedere ancora liberi. Nell’album le parole “I’m nothing but heart” vengono ripetute ben 24 volte. Ascoltarla dal vivo pare infinita. “Non sono altro che cuore” inizia come un’affermazione per terminare in un grido d’invocazione quando la canzone raggiunge la sua massima deflagrazione. “Non sono altro che cuore”. Il muro sonoro si fa più imponente, da prima con l’ingresso della chitarra che diventa sempre più distorta, poi del basso, delle percussioni e della tastiera.

La voce di Mimi Parker progressivamente cresce e si intreccia a meraviglia con quella di Alan Sparhawk, fino ad avviare un controcanto che fa sì che si sovrapponga la strofa iniziale con il ritornello. Le parole inizialmente suonano in maniera delicata, come appena sussurrate.
Alan stravolge la pronuncia di nel corso del prosieguo della melodia, trattenendo la “N” tra i denti e aspirando la “H” in gola. Ogni interpretazione assume nuove tonalità: rattristata, disperata, supplichevole e infine furiosa. Un’esplosione sonica devastante lunga quasi 10 minuti. Mi trovo in apnea totale.

Posso andarmene, ho già visto tutto. Invece riprendo a respirare e rimango in stato di trance per l’intera durata del set. Il minutaggio finale sarà di 55 primi. Sul palco, i coniugi Alan Sparhawk (voce, chitarra) e Mimi Parker (percussioni, voce), sono accompagnati da  Steve Garrington (basso) e da Eric Pollard (tastiera, voce), già compagni di viaggio di Alan con il side project più elettrico dei Retribution Gospel Choir.



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