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lunedì 6 settembre 2010 Beato Anastasio Garzon Gonzalez - Ultimo agg.: 06/09/2010 02:00
 
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CRISTIANO DE ANDRE'/ La musica di mio padre, Fabrizio De André

martedì 1 dicembre 2009

È stata veramente una bella serata, quella che ha visto protagonista Cristiano De André alla Feltrinelli di Via Appia a Roma dove ha presentato il suo nuovo cd "De André Canta De André", già nei negozi.
Un Cristiano in gran forma, pungente, attento, politico, che in certi momenti ha ricordato il miglior Fabrizio De André.
Nella prima parte dell’incontro Cristiano ha spiegato il perché del lungo fermo alla sua carriera, annientato dal dolore per la perdita del padre e della madre.



«Quello che posso dire è che alla fine i dolori passano, la perdita di una persona cara, un grande amore... è un messaggio di speranza questo, per chi magari in questo momento sta soffrendo... una mattina all’improvviso ti accorgi che il dolore passa, con fatica, ma passa... Per quasi nove anni sono stato fermo perché non riuscivo a venirne fuori, nel frattempo ho perso anche mia madre. C’è chi mi diceva di riproporre il repertorio di mio padre come il mio vecchio produttore Angelo Carrara . Ma non era il momento, non ce la facevo ad ascoltarlo, ho provato a cantare le sue canzoni, ma dopo tre accordi mi bloccavo.
Determinante è stata l'esibizione nel corso dello speciale che Fabio Fazio ha voluto dedicare a mio padre, quella sera al Porto Antico di Genova, quando ho cantato insieme a Mauro Pagani con il freddo, le sirene delle navi che salutavano mio padre, ho provato una grandissima emozione. Da quel giorno è stato un susseguirsi di telefonate, di mail, di lettere. Tantissima gente mi manifestava affetto e stima e mi invitava a continuare, a cantare le sue canzoni. A quel punto l’intervento di Michele Torpedine e Bruno Sconocchia, i miei nuovi produttori, un binomio storico che si è rimesso insieme proprio per questo progetto, ha fatto il resto».


Assai difficile era trovare una chiave di lettura, un nuovo modo di riproporre un repertorio straordinario con il quale molti si sono confrontati inanellando anche clamorosi insuccessi. La conoscenza, il vissuto di certe canzoni, l’averle assaporate sin da piccolo, ha giocato a favore di Cristiano che, intelligentemente, con estremo gusto ha rielaborato i materiali evitando così confronti e dando una chiave di lettura personale.



«È chiaro che questa operazione l’ho filtrata attraverso i miei gusti musicali decisamente più rock, fondamentale il lavoro di Luciano Luisi che ha lavorato sugli arrangiamenti e proprio perché meno coinvolto è riuscito a tradurre le mie idee spostando gli arrangiamenti su certe mie influenze (Radiohead, Peter Gabriel).
Anche nella scelta dei musicisti ho evitato di ricorrere a quelli di mio padre, proprio perché volevo fare qualcosa di mio. La band (Luciano Luisi, piano, tastiere e programmazione, Osvaldo Di Dio, chitarre, Davide Pezzin, basso e contrabbasso, Davide De Vito, batteria) dopo le prime date di inevitabile rodaggio tira alla grande e questo nel disco si sente».


Il cd che esce a prezzo speciale, arricchito da un bel dvd, è stato registrato nel corso della tournée estiva che lo ha visto trionfare in ogni parte d’Italia. Dei circa trenta brani in programma sono stati catturati Megu Megun, ‘A çimma, Ho visto Nina Volare, Se Ti tagliassero a Pezzetti, Smisurata preghiera, Verranno a chiederti del nostro Amore, Amico Fragile, La Canzone di Marinella, Quello che non ho, Fiume Sand Creek e Il Pescatore.


«Tutto il repertorio è stato riproposto con nuovi arrangiamenti; in particolare in ‘A çimma che più mi sono divertito a modificare, a cucirgli un nuovo abito. Brani come Amico Fragile, Verranno a Chiederti del Nostro Amore, scritta da mio padre per mia madre e Il Pescatore, sono rimasti fedeli agli arrangiamenti originali.
Amico Fragile, di tutte le canzoni, è quella che sento più mia perché ha dentro questo mal di vivere che aveva mio padre, che ho anche io, che ha Vasco, che molti artisti hanno, accomunati da questa voglia di rifiutare l’ovvietà e anche di rimanere soli quando si rifiuta... c’é tutta la sofferenza della solitudine, quella sofferenza che un po’ tutti ci portiamo addosso. È un pezzo molto intenso che lo stesso Vasco Rossi ha deciso di inserire nel suo prossimo disco».


Stimolato dalle domande del pubblico (tanti giovani presenti) Cristiano parla anche della eventualità di realizzare un album di proprie canzoni originali.

 

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