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JAZZ/ Dizzy Gillespie alla conquista di Roma a bordo di una Vespa

mercoledì 3 febbraio 2010



Dizzy Gillespie era atteso a Roma e così ci presentammo tutti in aeroporto. All’epoca avevo una Vespa, i miei amici invece formavano una carovana di vetture.
Sceso dall’aeroporto Dizzy puntò dritto alla mia Vespa, iniziando a scorazzare per le piste dell’aeroporto di Ciampino. Dovette intervenire una jeep dei carabinieri per portarlo via.

Farlo arrivare in città non fu una cosa semplice, ma eravamo ben organizzati. Una macchina americana decappottabile era pronta per potergli far ammirare la città e portarlo all’albergo. Dizzy però si era innamorato della Vespa e voleva a tutti i costi raggiungere Roma guidandola. Dopo una lunga trattativa si riuscì a mettersi in viaggio: Gillespie sul sellino, dietro di me.

La scena fu indimenticabile: un signore con la pelle color ebano, cappotto, scarpe e vestito neri, bombetta e un enorme binocolo in mano scrutava la città, senza rinunciare ai complimenti alle belle ragazze.

Era il 1952, suonò al Cinema Teatro Adriano di Roma una musica rivoluzionaria. L'anno prima avevamo potuto ammirare Armstrong e per alcuni  oltre quel tipo di musica non si poteva andare. Chi come me era di orecchie più aperte rischiava addirittura di passare per un tipo un po' strano. Ma quella era la musica dei neri, che anche durante la guerra avevano subito la discriminazione razziale nell'esercito e segnava una discontinuità con quella musica da intrattenimento che stava segnando il periodo post-bellico.

Dopo questa avventura romana Dizzy e io diventammo amici e così iniziai a seguire il suo tour europeo a Copenhagen, Amsterdam, Londra sia con il J.A.T.P. (Jazz at the Philarmonic) sia con altri gruppi.

 

 

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