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sabato 28 agosto 2010
Il Partito popolare europeo, guardando al futuro del nostro continente, parla un linguaggio comune: quello del federalismo e della sussidiarietà. E’ la tesi di fondo dell’incontro di ieri con il popolare Manuel Barroso, presidente della Commissione europea, Mario Mauro, capo della delegazione del deputati europei del Pdl e Roberto Formigoni, governatore della Lombardia e già vice presidente del parlamento europeo. Gli esponenti politici, parlando dell’“Europa delle regioni”, si sono confrontati su tre argomenti proposti dal moderatore, Giorgio Vittadini, presidente della Fondazione per la Sussidiarietà: cosa intendiamo quando parliamo di Unione europea, Europa delle regioni e rapporti fra stati, sussidiarietà.
I relatori sono partiti dalla preoccupazione comune di far recuperare consensi all’Unione europea, il cui indice di gradimento fra i cittadini dei 27 stati membri, secondo recenti sondaggi, è al di sotto del 50 per cento. Barroso e Mauro hanno detto che questo capita perché sessant’anni di libertà e di prosperità, senza guerre, sono visti come un fatto scontato e non come il frutto di scelte coraggiose e rischiose, che debbono essere confermate e portate fino in fondo. Barroso, riferendosi ai padri fondatori Adenauer, Schuman, De Gasperi, ha spiegato che, dopo la seconda guerra mondiale, non seguirono una logica di diffidenza ma «diedero retta al loro cuore e spezzarono con coraggio il cerchio dell’odio e della violenza».
Per Mauro, Barroso e Formigoni i paesi europei non avranno futuro al di fuori dell’Unione e l’Unione non sarà veramente tale senza il rispetto degli stati e delle regioni. Una strategia che non tutti perseguono, «perché – è il giudizio di Mauro – molte nazioni, che vorrebbero annichilire l’Europa delle differenze, tendono a guastare di notte la tela che Barroso tesse di giorno». Lo stesso giudizio che dà Formigoni sul tema della sussidiarietà: «Le Carte alle origini dell’unione europea parlano di sussidiarietà ma c’è chi ne dà delle interpretazioni ridotte, considerandola un fenomeno da gestire per proprio conto e al ribasso».
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