BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |

Rubriche

BANCHE SALVATE/ Lo scandalo che batte (anche) il crac Parmalat

Il decreto con cui il Governo ha salvato 4 banche ha azzerato il valore di azioni e obbligazioni, coinvolgendo oltre 100mila investitori. Il commento di GIANFRANCO D'ATRI

InfophotoInfophoto

Lo scandalo Parmalat, che sembrava essere stato anche la più grossa truffa finanziaria ai danni dei risparmiatori in Italia, sta in questi giorni perdendo il primato, in termini di valori e di persone coinvolte. A suo tempo, almeno, la Magistratura era intervenuta con arresti e con indagini volte ad accertare le responsabilità e a mitigare, se possibile, le conseguenze. Oggi, invece, il primo e più urgente provvedimento è la copertura del problema. Oltre 100mila investitori e soci delle banche Etruria, CariChieti, CariFe e Marche sono stati direttamente colpiti dal provvedimento del Governo che ha anticipato il cosiddetto "bail in" europeo, azzerando il valore delle obbligazioni e delle azioni da loro acquistate in buona fede negli anni.

Il decreto in corso di conversione dispone anche un intervento speciale di tutto il sistema bancario che anticiperà alcuni miliardi di euro, in diverse modalità, e si farà carico di iscrivere perdite nei bilanci 2015, così sottraendo risorse ulteriori all'economia. E come intervento pubblico si fa anche ricorso alla Cassa depositi e prestiti che, grazie alla raccolta del risparmio postale, potrà rilasciare una garanzia agli investitori istituzionali che riacquisteranno, a prezzi stracciatissimi, i crediti.

Il provvedimento è stato strutturato per evitare che venga considerato aiuto di stato dalla Commissione europea ed e stato assunto prima che dal 2016 si ricadesse sotto la scure del meccanismo di risoluzione delle crisi, con effetti diversi sulle varie tipologie di finanziatori: apparentemente risultano ora meglio tutelate le altre banche che hanno comunque in pancia obbligazioni non garantite. Ma i piccoli investitori, clienti delle quattro banche, avevano comprato obbligazioni sulla base delle informazioni loro fornite - sicuramente rassicuranti - molto prima che l'Italia aderisse al meccanismo europeo di risoluzione (sic!) delle crisi bancarie.

E la Consob solo recentemente - i buoi scappano sempre prima - ha sollecitato gli intermediari a informare adeguatamente la clientela, almeno per i prossimi acquisti: e per quelli del passato? E in particolare per la quotata Banca Etruria, che informazioni aveva fornito ai soci e ai clienti? E Banca d'Italia, incaricata ora di gestire il "risanamento" delle quattro banche, a cui si aggiungerà la Tercas parcheggiata presso la Popolare di Bari, cos'ha fatto nel passato? Sicuramente i circa 80 miliardi di crediti in sofferenza - spazzatura?- velocemente messi sotto il tappeto sono il risultato di anni di gestione "prudente" garantita per legge proprio dall'organismo di via Nazionale.


COMMENTI
03/12/2015 - commento (francesco taddei)

ecco renzi e napolitano che ce lo ha messo di chi sono i rappresentanti. se questa è la sinistra...