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FINANZA/ Il "buco nero" dei derivati è una beffa per gli italiani

Ancora non c'è assoluta chiarezza sui contratti derivati che il Tesoro ha stipulato con diverse banche d'affari. GIANFRANCO D'ATRI ci spiega perché rinegoziarli sarebbe un errore

Pier Carlo Padoan (Infophoto)Pier Carlo Padoan (Infophoto)

Solo la trasmissione Report di Milena Gabanelli è stata in grado di far parlare il Ministro Padoan sul tema dei contratti derivati stipulati dal Tesoro, causa di un buco nero - nero, per mancanza di chiarezza - di oltre 60 miliardi nei conti dello Stato. Scrive Il Sole 24 Ore che "i contribuenti hanno pagato una cifra degna di una minifinanziaria per via di operazioni fatte dai gestori del debito senza essere mai state rese note o convalidate da superiori e controllori esterni... In questi posti si sono succeduti Draghi, Siniscalco, Grilli, Amato, Ciampi, Tremonti, Padoa Schioppa... Nessuno di loro si (è) fatto carico delle scelte tecniche".

Lo stesso giornale aveva riportato in una tabella dettagliata quello che da tempo era emerso: un rosso non ancora contabilizzato di 42 miliardi di euro, grazie alla diluizione temporale, oltre a  17 miliardi pagati negli ultimi tre anni, inclusi i circa 3 miliardi dati a Morgan Stanley, sui quali si sono accesi i riflettori della Magistratura.

Il Ministro però non ha ritenuto di rappresentare la propria posizione nelle aule parlamentari, ma solo in occasione di un incontro con la stampa estera, che probabilmente era allertata sul tema da un articolo di Bloomberg, nel quale l'Italia veniva descritta come la grande perdente in Europa nell'utilizzo dei derivati negli ultimi anni. Padoan ha difeso a spada tratta l'operato della direttrice del Dipartimento del Debito Pubblico, Maria Cannata, che invece era stata mandata all'arrembaggio in Commissione - intervento impietosamente  ritrasmesso da Report - a fornire solo brandelli di verità. 

Le critiche mosse, anche da noi su queste pagine, all'assoluta opacità delle operazioni descritte e alla secretazione dei dati, sono state definite "insopportabili attacchi personali ai dirigenti del Tesoro". È doveroso quindi ribadire che oggetto degli attacchi sono i vari Ministri, lui incluso, che si sono succeduti nel ruolo senza vigilare su quello che stava avvenendo.

Il racconto da parte di ex funzionari di quanto accadeva nelle trattative con le controparti bancarie ha dell'incredibile: "Ci si presentava a negoziare in due o tre, dall'altra parte del tavolo si trovavano decine di banchieri assistiti da altrettanti studi legali e noi eravamo sempre gli stessi a trattare dalla mattina a notte inoltrata, mentre loro si alternavano mettendo in campo forze fresche"  (Roberto Ulissi, oggi all'Eni). Nel riportare questa dichiarazione, Claudio Gatti de Il Sole 24 Ore lascia trapelare un angosciante dubbio: da una parte banchieri con bonus per ogni punto di margine, dall'altra funzionari dello Stato con stipendi fissi e calmierati.


COMMENTI
09/05/2015 - Questo articolo mi ha commosso (Pietro Sita)

Gentile professore la frase: "se alcuni contratti sono stati sottoscritti in maniera non corretta andrebbero annullati, non rinegoziati", l'avrebbe dovuta scrivere in caratteri cubitali perché è questo il problema della finanza internazionale. L'abuso di derivati che ha preso il posto della finanza sana al servizio dell'economia reale. Credo che un bravo PM ed un bravo giudice (senza fare nomi ROBLEDO!!) assistiti da consulenti indipendenti siano in grado di dimostrare che questi contratti sono truffe in guanti bianchi. Tutte le banche che hanno trattato con i dirigenti del tesoro sono state condannate per avere taroccato a livello mondiale il tasso libor ed altri parametri che sono alla base del calcolo dell'andamento dei derivati. Mi sembra evidente che se faccio un contratto con una parte che poi manipola i dati per trarne un ingiusto profitto si tratta di truffa. Il problema sono i politici ed i dirigenti del tesoro che sono quinte colonne delle grandi banche, sono una mafia che comanda nelle banche centrali di tutto il mondo. Per prima cosa dovremmo cacciare a calci nel sedere tutti quelli che hanno lavorato in queste banche (Goldman Sachs, J.P. Morgan etc) i vari Monti, Draghi, Padoan, Prodi etc. etc. Quello che si è creato nel mondo dopo la fine del gold standard nel 1971 è una piovra gigantesca che fa scomparire tutte quelle che consideriamo mafie ma che trattano quisquilie: droga prostituzione etc. La vera mafia è quella dei Banksters!!!