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BANCHE E POLITICA/ Il "buco" impossibile da riempire con i capitali

Per GIANFRANCO D'ATRI, l'uso di risorse pubbliche per le banche estremamente in difficoltà può rivelarsi inutile se è compromessa la fiducia nei loro confronti

Pier Carlo Padoan (LaPresse)Pier Carlo Padoan (LaPresse)

La crisi del Monte dei Paschi sta riproponendo, in maniera ripetitiva, temi tecnici di base che attengono alla gestione di tutto il sistema bancario, e non solo italiano. I ratio patrimoniali, gli stress test, gli indicatori di vario genere sono solo delle misure sintetiche e apparenti basate sui numeri. Il livello di conoscenza di quello che sta dietro è bassissimo, né la Bce, né la Banca d'Italia, per non parlare della Consob di Vegas, sanno cosa si celi dietro gli Npl e, in generale, i crediti, anche in bonis. Le ispezioni, rare e semplificate, controllano carte, documenti, numeri e, salvo che dall'alto arrivi l'ordine di "bastonare" - come avviene spesso nelle piccole banche cooperative -, verificano le situazioni formali, il rispetto delle procedure, l'esistenza delle firme: la solidità di un castello di carte. Ma l'attività bancaria è basata su un solo vero asset patrimoniale: "la fiducia". I controlli servono per stimolare i comportamenti virtuosi, ma se gli operatori non riscuotono credibilità nessun controllo o garanzia elimina il dubbio e la paura.

Al netto quindi dei dati contabili - Mps sulla carta non ha problemi numerici e il capitale sociale è ancora di 9 miliardi di euro -, il tema è che nessuno crede alle rappresentazioni di bilancio. Gli investitori e i clienti non sanno se un domani si parlerà o meno di falso da codice penale: ormai essi hanno la certezza che i dati non sono veri, quindi vendono le azioni, le obbligazioni o ritirano i fondi. Che poi a rimetterci, sicuramente, saranno i piccoli e non i grandi investitori è un triste corollario.

Ancorché un po' blasfemo, non è un caso che sulle banconote americane appaia il motto "in God we trust" e che molta analisi teologica sia rivolta al denaro, al prestito, al rapporto fiduciario fra le persone sotteso dagli scambi monetari. E, se si vuole comprendere cosa sta accadendo, perché accade e dove cercare le responsabilità, al fine di trovare una via d'uscita, non si può prescindere dal ruolo delle persone, dalle relazioni che esse costruiscono e dai loro progetti di vita, di cui quelli finanziari sono solo un risvolto.