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FINANZA/ La nuova guerra alle banche preme su Draghi

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Ma sulla linea del fuoco si ritrovano alla fine due banchieri centrali. Il primo è Bernanke: il presidente della Fed è ancora in attesa del via libera del Senato Usa: proprio l'assise dove i democratici hanno perso la maggioranza di blocco di 60 seggi su 100. L'emergenza di Obama è la maxi-riforma sanitaria, ma anche un semplice ritardo nella conferma di Bernanke (nominato da Bush in sostanziale continuità con Alan Greenspan) sarebbe insidioso. E la minoranza repubblicana, rinvigorita potrebbe mettere platealmente sotto accusa non tanto il sistema bancario responsabile della crisi (lungo l'intero mandato Bush) ma la gestione della crisi da parte dell'amministrazione Obama.

 

Ma anche il governatore della Banca d'Italia, Mario Draghi - presidente del Financial Stability Boars - è sui carboni ardenti. Da lui è giunto il primo plauso esplicito alla "linea Obama", ma nelle stesse ore la sua candidatura alla presidenza Bce è parsa entrare in difficoltà. Lo stesso direttore del Corriere della Sera, Ferruccio de Bortoli, firmando personalmente ieri un editoriale di "endorsement nazionale" di Draghi, si è mostrato oggettivamente cauto sulle probabilità di successo. Le scaramucce sulla vicepresidenza della stessa Bce sono ancora in corso e non è ancora certo che sarà assegnata al banchiere centrale portoghese Constancio.

 

Una vicepresidenza "latina" (in subentro al greco Papademos) sarebbe l'indicazione finale che per la presidenza si prepara un ricambio tra i due grandi paesi del centro dell'eurozona: tra il francese Jean Claude Trichet e il presidente della Bundesbank tedesca Axel Weber. La cui candidatura, tuttavia, ha ricevuto in tempo reale il massimo della copertura istituzionale dal suo capo di governo, che ha assunto personalmente la leadership del confronto con Obama sulle regole della finanza.

 

 

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COMMENTI
26/01/2010 - Niente Draghi! (michele maioli)

Sottoscrivo in pieno quanto espresso da Romano Calvo. L'ultima cosa che ci serve ora è Draghi (o chi come lui) in Europa. Non lo voglio vedere in giro, Draghi

 
25/01/2010 - Alla BCE meglio un tedesco di un uomo GoldmanSachs (romano calvo)

Sì è vero, l'impegno di Corriere della Sera e del ministro Sacconi in favore della candidatura di Draghi alla BCE, spiegano le difficoltà sorte attorno al suo nome in sede europea. Difficoltà più che legittime, dal momento che Draghi è l'uomo della Goldman Sachs in Italia e rischierebbe di esserlo anche alla BCE. Come italiani dovremmo tutti auspicare un nuovo governatore della BCE determinato a mettere finalmente le mani sulla riforma del sistema bancario europeo, senza condizionamenti da parte della finanza americana.In questo senso i nomi tedeschi che circolano, sono tutti meglio di Draghi. romano.calvo@libero.it