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FINANZA/ Così Geronzi e Caltagirone aprono il valzer delle nomine di Generali e Mediobanca

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Una carica cui Palenzona ne ha abbinate molte altre: come quella di membro dell'esecutivo Mediobanca e di presidente dell'Aiscat (l'associazione dei gestori autostradali italiani). Sarà lui il nuovo presidente di Mediobanca se Geronzi partirà per Trieste? Il risultato - nella sostanza - non cambierebbe se anche Palenzona si dovesse “limitare” ad assumere la vicepresidenza in quota UniCredit, subentrando a Rampl.

 

Si tratterebbe in ogni caso di una vicepresidenza fortemente “esecutiva”, caratterizzata da una capacità di interfaccia con i soggetti-chiave dell'establishment politico-finanziario del paese: dal ministro Giulio Tremonti al leader dell'Acri Giuseppe Guzzetti. E ciò sarebbe indipendente da chi assumesse la presidenza formale di Mediobanca, prevedibilmente una figura di garanzia, con un corretto peso specifico.

 

 

E in questo caso il candidato (quasi unico), sarebbe chi ha già fatto il presidente di Mediobanca nel dopo-Maranghi: Gabriele Galateri di Genola, oggi alla presidenza di Telecom. Una realtà, il campione nazionale delle tlc, che - anche per la pressione delle inchieste giudiziarie - sembra a sua volta alla vigilia di una svolta. Galateri è quindi da subito spendibile come “riserva della Repubblica” per un ennesimo assestamento in Mediobanca. O in ipotesi estrema anche in Generali, se alla fine l'opzione Geronzi non dovesse maturare e il turnover a Trieste si dovesse comunque compiere.

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