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FINANZA Generali e Mediobanca, una partita a 4 stelle: ecco chi la spunterà

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Se invece Geronzi dovesse (o volesse) restare in Mediobanca, per il Leone è già spuntata la candidatura di un “gemello” di Pagliaro: Giovanni Perissinotto, primo amministratore delegato. A Trieste non è infrequente che il top manager a fine carriera diventi presidente, anzi. Lo ha fatto il predecessore di Berhneim, Gianfranco Gutty e prima di lui Alfonso Desiata. In un passato recente Enrico Randone ed Eugenio Coppola di Canzano venivano dagli alti ranghi della compagnia. Verso il mercato sarebbe una scelta ineccepibile, visti i risultati ottenuti da Perissinotto negli ultimi anni e sotto la pressione della crisi. E la designazione “tecnica” eviterebbe ai grandi soci di scegliere tra di loro.

 

Soddisfatto sarebbe probabilmente anche Bazoli, che conta ancora le Generali tra gli azionisti stabili di Intesa (ma lo stesso Geronzi non verrebbe affatto vissuto come una minaccia, neppure dalla Fondazione Cariplo, che ha un pacchetto importante a Trieste). Attorno a Perissinotto ipotetico presidente - è già noto - si siederebbero meno consiglieri. E sarà in ogni caso interessante vedere come si ricomporrà un altro prevedibile consiglio-direttorio, del quale farà parte anche Palenzona o chi direttamente nominato da lui.


La suggestione di Piazza Affari, naturalmente, non riesce a trascurare scenari più fanta-finanziari. Una lista di minoranza sarà in ogni caso presentata dai fondi comuni italiani, coordinati dall’Assogestioni, di cui è freschissimo presidente l’ex ministro del Tesoro Domenico Siniscalco. È attraverso questa lista che un pacchetto tradizionalmente dormiente in Generali (il 4,4% della Banca d'Italia) si è “svegliato” all’ultima tornata di nomine dei sindaci, per contenere a Trieste lo strapotere della “maggioranza Mediobanca” in nome delle regole del mercato e delle public company.

 

 

In uno scenario (in vero ben poco probabile) di scontro - Geronzi, i francesi e Caltagirone da una parte; Palenzona e Bazoli dall'altra - non sarebbe inverosimile che le Fondazioni (Cariplo, Crt, Sanpaolo, Carisbo, Cariverona) unissero i loro pacchetti a quelli della Banca d’Italia, di Intesa e degli altri investitori istituzionali nella cosiddetta “lista Assogestioni”. A questo punto, l’ultima assemblea presieduta a Trieste sarebbe probabilmente per Bernheim la più divertente.

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