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FINANZA/ Superata la crisi-Grecia, l'euro è salvo?

La crisi della Grecia sembra essere stata risolta e senza l’aiuto del Fondo monetario internazionale. Una prova di maturità per l’euro. Ma i pericoli sono scampati del tutto?

Euro_ScintilleR375.jpg(Foto)

«Il Fondo monetario internazionale? Può essere utile, ma solo come banca. Anche l'Italia sta aumentando i suoi contributi». Le parole (sferzanti) del ministro dell'Economia, Giulio Tremonti, all'Aspen European Dialogue di Venezia, hanno chiosato a dovere la settimana-chiave del salvataggio della Grecia. Che si è conclusa in modo in parte inatteso: le istituzioni europee (dall'Ue alla Bce) non sono intervenute direttamente a sostegno di Atene, se non tenendo ferma la presa di posizione politica del consiglio straordinario dell'11 febbraio (lo ha ben ricordato sul Sole 24 Ore il neo-commissario agli affari economici e monetari Joaquin Almunia).

 

La Grecia ha invece potuto collocare con successo sul mercato un proprio bond da 5 miliardi, avviando il rifinanziamento del suo debito pubblico. È immaginabile che le banche tedesche (probabilmente anche alcuni istituti parapubblici come la Kfw, la “cassa depositi e prestiti di Berlino) abbiano creato un piedistallo per l'operazione, che la speculazione di mercato avrebbe reso molto più difficile e onerosa, se non impossibile.


Ma tant'è: l'Europa (anzi l'eurozona) ha potuto esplicare in pieno - forse per la prima volta - la funzione “sussidiaria” implicita nei trattati di Maastricht. Per ora le finanze pubbliche degli Stati-membri non sono state messe alla prove ma è stato il “mercato unico” a generare le risorse del salvataggio. La Grecia non è stata “umiliata” nella sua sovranità, ed è stata invece obbligata a varare un piano di austerity, sia per il bilancio statale sia per l'economia privata: con una novità non da poco su scala europea come la fine dell'intangibilità delle retribuzioni dei dipendenti pubblici.

Ma tutti i cittadini greci sono - e si devono sentire - corresponsabili della falsificazione dei bilanci operata dopo il 2000 dai loro governi. Ma anche gli altri 26 paesi dell'Unione e i 16 dell'Eurozona (molti dei quali non stanno molto meglio della Grecia) sapranno trarre una lezione concreta e utile per modellare la loro exit strategy verso la ripresa.

Se anche solo una parte del percorso delineato sarà coperto - dalla Grecia e dall'Europa - il decennale dell'euro potrà comunque essere segnato da un nuovo test positivo, forse decisivo. Mentre accusano certamente il colpo due istituzioni, simbolo della globalizzazione finanziaria “one way”: la super-banca d'affari Goldman Sachs (che aveva provato a far sparire il buco dal bilancio greco con un maxi-derivato); e - per l'appunto - il Fondo monetario internazionale.

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