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FINANZA/ Passera contro Benessia per il futuro delle banche italiane

Corrado Passera e Angelo Benessia (Foto Imagoeconomica)Corrado Passera e Angelo Benessia (Foto Imagoeconomica)

Le parti sembrano - sono - dunque invertite rispetto a pochi anni fa o agli stereotipi di sempre: il top manager professionale “chiama” le fondazioni a coprirgli le spalle; il capo di una delle maggiori fondazioni italiane fugge in avanti, minacciando di far venire meno un puntello-pilastro alla proprietà nazionale di una delle due big bancarie del paese.

 

Certo, sulla carta, gli enti non avrebbero torto a rivendicare la loro fretta di completare il percorso tracciato nel ‘90. D’altronde la privatizzazione originariamente immaginata dall’economista cattolico Beniamino Andreatta ha condotto a un traguardo che paesi come Germania o Spagna tacitamente invidiano all’Italia: il disimpegno dei portafogli pubblici (soprattutto di quelli degli enti “federali”) da un’esposizione troppo forte all’equity bancario; il mantenimento di aziende strategiche come le banche in un ambito di dinamiche di paese per il rilancio.

 

L’ultima parola sul riequilibrio tra proprietà, governance e gestione dei colossi creditizi giungerà però molto presto: lunedì - come ogni 31 maggio - il Governatore della Banca d’Italia, Mario Draghi, modulerà come di consueto giudizi e sollecitazioni all’infrastruttura finanziaria portante del paese.

 

Difficile che possa chiedere altri passi indietro alle Fondazioni, tra l’altro molto vicine al ministro dell’Economia Giulio Tremonti. Non è escluso che invece insista sulla necessità di preservare la natura di “imprese private di mercato” alle grandi banche. Ma in trincea ci sono i Ceo, primi fra tutti Passera e Alessandro Profumo (che ha condotto in porto ben due ricapitalizzazioni con il supporto decisivo delle fondazioni).

 

Per questo il punto di vista davvero finale - che non è escluso possa giungere a cavallo dell’Assemblea Bankitalia - sarà molto probabilmente quello del presidente dell’Acri, Giuseppe Guzzetti: per ora in calendario per il 10 giugno in Parlamento, alla X Giornata delle Fondazioni.

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