BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |

Rubriche

FINANZA/ Guerra Tremonti-Letta per il dopo-Cardia: la Consob all’ultimo compromesso...

consobr375.jpg(Foto)

 Entrambi, per ragioni diverse, guiderebbero un’authority di profilo burocratico: un vigile che osserverebbe da lontano il mercato (a Milano o a Londra). Non diversamente, forse, da un terzo nome di pur elevato prestigio come quello di pasquale De Luise, attuale presidente del Tar del Lazio: il magistrato che costruì il laborioso compromesso sulla riforma delle Fondazioni. Ovvio che, nel silenzio ufficiale, Tremonti non rinunci a giocare a questo tavolo il suo background di avvocato d’affari milanese. Viene dal capoluogo lombardo Giuseppe Vegas, oggi viceministro dell’Economia dello stesso Tremonti. E’ milanese d’adozione Marco Onado, economista bolognese che ha già militato in Consob come commissario: uno dei commentatori che hanno accompagnato con più attenzione la legge di tutela del risparmio concepita da Tremonti tra il 2003 e il 2005 a conclusione dei mesi difficili seguiti ai crack Cirio e Parmalat e alle dimissioni di Antonio Fazio dalla Banca d’Italia. Domenico Siniscalco, direttore generale del Tesoro con Tremonti e ministro per un breve intervallo, è lui pure al centro di voci per il nuovo vertice Cobsob, ma è probabilmente al Palazzo di Giustizia di Milano che bisogna guardare: per individuare un magistrato che conosca il mercato sul campo, incarnando le attese di una vigilanza finanziaria più incisiva dopo la grande crisi.


Il nome del procuratore aggiunto Francesco Greco (coordinatore delle indagini finanziarie e Pm del processo milanese contro Parmalat) è da sempre nel toto-nomine: anche per l’assidua partecipazione ai seminari dell’Aspen Italia, l’esclusivo think-tank tremontiano. Negli ultimi giorni, tuttavia, ha preso quota il nome di Renato Rordorf: l’unico magistrato ordinario che finora abbia lavorato in Consob. Rordorf era stato nominato dal governo Prodi I e per cinque anni ha fatto il commissario con i presidenti Tommaso Padoa Schioppa e Luigi Spaventa. Allievo di Vincenzo Salafia (giudice decano a Milano nel campo del diritto societario) Rordorf è giunto al rush finale, pochi mesi fa, nel concorso al Csm per la presidenza della Corte d’Appello di Milano. La carica è poi stata assegnato ad Alfonso Marra, ma solo dopo un duro confronto nell’organo di autocontrollo dei magistrati: a conferma dello standing di Rordorf, più bipartisan di quanto possa far pensare il suo curriculum. A maggior ragione allorché Tremonti sembra alla ricerca – per la Consob - di un candidato credibile anche in quanto politicamente non catalogabile: tanto meno come “berlusconiano”.

© Riproduzione Riservata.