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SCENARIO/ Draghi studia da politico per succedere a Berlusconi?

Mario Draghi (Foto Imagoeconomica)Mario Draghi (Foto Imagoeconomica)

Naturalmente c’è tanta politica anche dietro la manovra del super-ministro dell’Economia. C’è il tentativo di avanzata finale della Lega come vera “erede epocale” della Dc, come forza politica interclassista dell’“Italia che produce”.

 

Non sorprende che Draghi - erede culturale-morale della minoranza laica (Pri-Pli) che tra Bankitalia, Mediobanca e le Bin condizionava la politica in Italia come la Goldman negli Usa e poi sullo scacchiere globalizzato- abbia accettato di sedersi a una cena che tanto è assomigliata a una “situation room” di poteri in difficoltà.

 

È, naturalmente, “politica” vera e può esserlo perfino della migliore: a patto, però, di lasciar perdere (definitivamente) categorie logore, a cominciare dalla rozza distinzione tra “tecnici” (per definizione “buoni”) e “politici”.

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COMMENTI
29/07/2010 - Nessun credito a Draghi come potenziale politico. (Giuseppe Crippa)

Dice bene Lei, dott. Credit: “lasciamo perdere (definitivamente) categorie logore, a cominciare dalla rozza distinzione tra tecnici (per definizione “buoni”) e politici.“ Non illudiamoci quindi che i tecnici siano “naturalmente buoni”, e chiediamo a chi volesse entrare in politica, Draghi compreso, di esprimere le sue convinzioni, non soltanto in economia, in modo trasparente e comprensibile a tutti. Quindi: nessun credito “a prescindere” a Mario Draghi, ed anzi una prudente diffidenza in attesa che sveli cosa pensa riguardo a moltissime altre questioni che attengono la nostra convivenza di italiani.