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FINANZA/ La “riscossa” di Padoa-Schioppa ora fa tremare Draghi

Tommaso Padoa-Schioppa (Foto Imagoeconomica) Tommaso Padoa-Schioppa (Foto Imagoeconomica)

Padoa Schioppa succede alll’ex primo ministro olandese Gerrit Zalm, mentre a metà degli anni '90 si era alternato addirittura a Paul Volcker, ex presidente della Fed. Padoa-Schioppa è sinonimo di rigore europeo, non però pregiudizialmrente ostile alla finanza di mercato anglosassone. “Tps” tiene così lustro allo Iasc un curriculum che parla di un trentennio passato alla Banca d’Italia (fino al ruolo di vicedirettore generale) con un distacco presso l’Unione Europea come direttore generale agli affari monetari. Poi è venuta la presidenza della Consob e il mandato al vertice Bce (settennale, il più lungo dopo quello del presidente) e infine il biennio di ministro dell’Economia nell’ultimo governo Prodi.

 

Nel 2005 Padoa Schioppa era l’unico, vero concorrente di Mario Draghi per la traumatica successione ad Antonio Fazio al vertice della Banca d’Italia. L’accordo tra Carlo Azeglio Ciampi e Silvio Berlusconi favorì Draghi: più giovane e proveniente dalla Goldman Sachs, mentre Wall Street lanciava gli ultimi ruggiti.

 

Cinque anni dopo la Goldman ha dovuto patteggiare presso la Sec una costosa liberatoria e la riforma Obama ha di fatto condannato tutti gli eccessi del mercatismo finanziario. Eminenza grigia della Casa Bianca è oggi proprio Volcker, capo di un esclusivo “Gruppo dei 30” (composto in prevalenza banchieri centrali in servizio o in ritiro) di cui fanno parte sia Draghi che Padoa-Schioppa. Ma se il primo continua a essere un incerto candidato alla presidenza Bce, il secondo è stato nominato nei giorni scorsi “consigliere speciale” del primo ministro greco Papandreou per la ristrutturazione della finanza pubblica e del sistema bancario di Atene, dopo il quasi-default del paese, la crisi dell’euro e un difficile salvataggio pilotato dalla Germania.

 

Tps” viene quindi inviato dall’Europa tedesco-centrica come “commissario” di un paese che ha messo alla prova l’Eurozona a undici anni dalla sua nascita e che ha attirato sull’euro ripetuti tentativi di attacco speculativo. Padoa-Schioppa vola ad Atene partendo dunque da Francoforte: dove per sette anni ha condiviso - senza esitazioni o ripensamenti - la costruzione di un euro “forte”, basato su finanze pubbliche ordinate in tutti i paesi della E-17.

 

Un punto di vista non rinnegato nemmeno quando è stato al Tesoro italiano, dove non ebbe timore di affermare: “Le tasse sono bellissime”. E la pressione fiscale sarà certamente impopolare politicamente, ma è quella che rassicura la commissione Ue di Bruxelles, la Bce, la agenzie di rating e non da ultimi i mercati sottoscrittori dei titoli di Stato. “Tps” sarà quindi pure stato il superministro di un governo sostenuto anche da Rifondazione Comunista, ma il suo “essere di sinistra” non è mai stato sinonimo di alta spesa pubblica pseudo-keynesiana.

 

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COMMENTI
17/08/2010 - "LE TASSE SONO BELLISSIME" (celestino ferraro)

Gli erotismi si maifestano (ci aggrediscono) nei più astrusi dei modi, chissà che a Tps, la Venere Callipigia, non piaccia completamente vestita. Mah! Celestino Ferraro