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CERNOBBIO/ Tremonti-Draghi: il valzer tedesco scontenta Napolitano...

Tommaso Padoa-Schioppa, Giulio Tremonti, il messaggio di Draghi “l’Italia deve imitare la Germania”, la replica di Tremonti, Napolitano: cos’è accaduto a Cernobbio? GIANNI CREDIT c'era

Foto: ImagoeconomicaFoto: Imagoeconomica

Difficile che Angela Merkel si sia a sua volta appassionata all’intenso weekend di passione dell’establishment italiano per la Germania. Che può essere sembrato l’ennesimo “gioco di società” partorito dalla tre giorni settembrina dei Vips Cernobbio. È vero che la prima mossa è giunta proprio da un partecipante al Workshop Ambrosetti - Tommaso Padoa-Schioppa - la mattina dell’apertura dei lavori a Villa d’Este. L’intervista al Sole-24 Ore dell’ex ministro dell’Economia del Prodi-2 non è potuta giungere inattesa ai lettori del sussidiario: più volte avvertiti del peso (ri)crescente di un “banchiere centrale onorario” di rigorosa scuola europea e nondimeno a suo agio nel G-30 presieduto da Paul Volcker.

“La Germania ha avuto ragione, gli Stati Uniti sbagliano, il rigore conta più degli stimoli”, ha detto Tps: noto per le affermazioni che qualche volta sembrano gaffes (“le tasse sono bellissime”, “i bamboccioni si devono svegliare”) ma che raramente sono infondate. Anche in questo caso, potrà non essere piaciuto che a indicare la via tedesca all’exit strategy sia stato il tecnocrate italiano scelto dall’Europa a guida tedesca per marcare stretto il governo di Atene nel salvataggio assistito della Grecia. Ma tant’è: Tps l’euro lo ha costruito davvero lavorando per sette anni nel primo comitato esecutivo della Bce. A Padoa-Schioppa togliete tutto ma non la moneta (la lira o l’euro) che di volta in volta deve difendere. Il suo modello è sempre stato questo: una moneta solida poggia su conti pubblici ordinati e senza questo binomio-piedistallo non possono esserci crescita vera, credito sano, imprese dinamiche e mercati funzionanti.

Si può discutere sul modello, non sul fatto che i dati macro dell’economia globale a metà 2010 abbiano confermato questo schema interpretativo: punendo il neo-keynesismo degli “stimoli” di Obama, premiando l’ultima versione dell’economia sociale di mercato tedesca. Difficile non essere d’accordo, mentre la leadership della casa Bianca, alla vigilia delle elezioni di mid-term, è attaccata ovunque: sia sul fronte economico, che su quello della politica estera. Difficile stupirsi, tornando allo scacchiere italiano, di un’altra affermazione a rischio di “scorrettezza politica” fatta da Padoa-Schioppa: che c’è continuità sostanziale tra l’austerity del Prodi-2 e quella firmata da Giulio Tremonti nel Berlusconi-4 in carica. Che, quindi, la politica economica italiana è sulla strada giusta proprio in quanto “euro-tedesca”.

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